Page 310 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Giuseppina Pisani Sartorio







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                            lo stimulus nella sinistra, l’altro alza in alto lo stimulus con la destra ; i due giovani
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                            rectores ai lati distribuiscono pani , quello di destra si china a offrire il pane a un
                            personaggio vestito con corta tunica allacciata in vita e maniche lunghe, che segue
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                            il corteo – in secondo piano – a piedi .
                                 Il personaggio è stato variamente identificato come Antonino Pio, Marco Aurelio,
                            Massenzio, Costanzo Cloro, Giuliano l’Apostata, Teodosio padre, Quinto Aurelio
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                            Simmaco .

                            La scena centrale: la pira
                                 Al centro e al di sopra delle teste dei rectores elephantium si erge una pira
                            (rogus) a tre piani coperti da un telo panneggiato: dall’ultimo livello della pira si
                            alza verso il cielo un carro trainato da quattro cavalli, sul quale si trova una giovane
                            divinità o figura giovanile nuda imberbe con mantello svolazzante a nimbo, che la
                            guida saldamente. Tra le due scene sul margine sinistro del dittico si alzano in volo
                            dalla pira due aquile, quella più in alto sembra di dimensioni minori.
                                 L’interpretazione comune è che si tratti dell’apoteosi dello stesso personaggio
                            riprodotto nella parte inferiore o, dato l’aspetto giovanile, che possa essere l’anima,
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                            lo spirito o il genio del divus e sideribus receptus .
                            La scena superiore: ascesa in cielo o divinatio
                                 Due geni trasportano tra le braccia un personaggio del tutto simile al protagoni-
                            sta della scena inferiore, anche se appare un po’ più vecchio con capelli ricci dietro le
                            orecchie, folta ma corta barba e vestito nello stesso modo, quindi con tunica, mantello
                            e lunghi calzari, ma ha le braccia allargate quasi a favorire l’ascesa verso il cielo.
                                 I due geni alati nudi, uno giovane e l’altro vecchio con barba, hanno grandi ali
                            sulle spalle e piccole ali sulla testa tra i capelli mossi dal vento e mantelletti svo-
                            lazzanti: sono stati identificati variamente come “venti”, aiones, demoni, oppure il
                            giovane come Hypnos e il vecchio come Thanatos.
                                 Il cielo è definito dalla presenza a destra di parte di uno zodiaco con sei se-
                            gni a rilievo entro una fascia: Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario,
                            Pesci, che stanno a indicare la seconda metà dell’anno (autunno/inverno). Dietro i
                            sei segni dello Zodiaco la testa del Sole di profilo volto verso sinistra con aureola e
                            mantelletto dirige i suoi raggi più direttamente verso i segni della Libra e dello Scor-



                            15    amm., r. g., XXV, 1, 15, a proposito dei Persiani […] Magistri manubriatos cultros dexteris manibus inligatos
                            gestebant […].
                                Secondo alcune interpretazioni i pani sarebbero per gli elefanti.
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                            17    Privo della testa per una piccola frattura.
                            18    V. nota 7.
                                arCe 1988, p. 155, […] Il dittico c.d. dei Symmachi rappresenta il punto finale in senso cronologico della
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                            iconografia della consecratio nel modo descritto dagli storici Cassio Dione e Erodiano (apoteosi di Settimio
                            Severo) […] Il dittico rimarca la nostalgia del passato nella società pagana del IV-V secolo che convive con il
                            cristianesimo. Per l’apoteosi, v. nota 5.


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