Page 247 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Nella cassaforte di “The voice of Gold”
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to è esplicito alla raccolta dei fratelli Francesco (1847-1919) ed Ercole Gnecchi (1850-
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1931 ), quest’ultimo cultore della numismatica medievale italiana.
Altro filone di ricerca è la verifica, sia pur destinata a restare nell’ambito delle ipo-
tesi, della presenza di aurei dal tesoro di Boscoreale. In proposito è stato di recente
affermato che …La vicenda si collega a Enrico Caruso perché le 300 monete della sua
collezione vendute negli Stati Uniti, cui Ambrogio Canessa fa cenno nella prefazio-
ne al catalogo dell’Asta napoletana, provenivano in buona parte dal famoso tesoro
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[tesoro di Boscoreale, N.d.A.] . Se è credibile che aurei del ripostiglio di Boscoreale
fossero stati portati anche negli Stati Uniti e siano poi entrati nella collezione Caruso ,
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va invece escluso che se ne trovassero nella prima dismissione parziale della stessa
collezione, quella messa all’incanto a New York nel 1923 .
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La fonte principale, e ad oggi di fatto la sola per conoscere quanto il celebre
tenore mise insieme in anni di curiosa attenzione alla moneta in metallo prezioso
soprattutto del mondo antico, romano in particolare, resta il catalogo d’asta del 1923.
La descrizione delle monete, che dovevano essere conservate nella cassaforte fatta
costruire appositamente in Germania e allocata nella Villa Bellosguardo di Lastra a
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Signa, dov’è ancor oggi conservata (Fig. 2) , si deve ad Ambrogio Canessa che, sfor-
tunatamente, tralasciò di citare almeno in qualche caso la provenienza da precedenti
raccolte. Tali informazioni, però, erano sicuramente a sua disposizione essendo stata
la ditta Canessa la vera artefice di quella prestigiosa raccolta e l’averle obliterate rende
ancor più arduo ricostruire la storia e l’unicità della collezione Caruso.
Non è ufficialmente noto un elenco completo dei partecipanti all’incanto, ma …da
un catalogo della collezione Caruso in cui sono riportati tutti i nomi dei compratori
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25 PariSe 2001, p. 430; di riferimento anche l’opuscolo in memoria di Francesco Gnecchi, pubblicato dal Cir-
colo Numismatico Napoletano (Napoli 1919), comprendente la sua autonecrologia (pp. 25-32) e laffranChi
1919, pp. 151-204.
26 Tra i due fratelli, la definizione del rapporto collezionistico-numismatico resta ancora da definire, an-
che se appare assodato la divisione degli ambiti: Francesco si occupò della monetazione romana, Ercole
della medievale italiana, come si evince in PariSe 2001. Assieme pubblicarono, ad esempio, Le monete
di Milano da Carlo Magno a Vittorio Emanuele II (Milano 1884) e il Saggio di bibliografia numismatica
delle zecche medievali e moderne (Milano 1889). Sulla progressiva dismissione della parte medievale della
loro raccolta, motivata dal progetto del Corpus Nummorum Italicorum cfr. PariSe 2001 e Sozzi 2010, pp.
11-26, in part. p. 18.
27 CaneSSa 2015, p. 61; d’orazi 2018, pp. 13-14.
In effetti, in CaneSSa 2015, tra le pp. 9-19 sono elencati ben 149 aurei coniati tra Augusto e Vespasiano,
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molti dei quali con l’annotazione “esemplari simili”.
29 Illustrated Catalogue of Rare and beautiful Antique Art Treasures […] The Property of the Late Enrico
Caruso, The American Art Association, New York 1923, lotti 256-555. Poiché, come ricordato anche in d’orazi
2018, p. 14, non sono elencate monete d’oro romane, bensì moderne e poche di antiche, la connessione tra
quest’asta e il tesoro di Boscoreale va esclusa.
30 Ringrazio il dr. Carmine Sanchirico per l’informazione e la fotografia. La cassaforte utilizzata per custodire
l’intera raccolta, modello Typ 11 Superior Extra è stata prodotta nel 1911 in Germania dalla ditta Ostertag.
31 d’orazi 2018, pp. 14-15. Possibile sia il catalogo dell’asta Canessa 1923, corredato dagli appunti manoscritti
del nonno di Alberto De Falco, che partecipò nel 1923 in qualità di acquirente alla stessa asta. Devo questa
informazione a una nota del dr. Carmine Sachirico, che ringrazio.
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