Page 246 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Bruno Callegher
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Ricevette in omaggio anche un libro di numismatica perché si potesse orientare .
In seguito saranno proprio Amedeo Canessa e quel team famigliare a guidarlo:
entrarono così nella collezione Caruso esemplari di grande pregio, ma allo stato attuale
delle ricerche sulle loro provenienze ci si può riferire solo all’introduzione del Catalogo
Canessa 1923, là dove si ricorda per sommi capi che …Certo è che hanno contribuito
alla formazione di questa magnifica raccolta le più importanti collezioni disperse all’a-
sta fino ad oggi e ci piace citare tra di esse la Montagu, da dove, per la serie romana
imperiale provengono i più rari aurei ed alcuni tra i medaglioni; e la celebre collezione
Gnecchi dove furono acquistate le più importanti monete medievali italiane, ed ogni
altro acquisto è sempre stato fatto sotto la Guida di esperti e noti negozianti che sempre
riservavano il meglio delle loro compere per il Comm. Caruso. Nel corso del catalogo non
ho potuto citare volta per volta la provenienza di ogni moneta perché dettagliata e pre-
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cisa notizia al riguardo non mi è risultata dagli elenchi e dai cartellini della raccolta .
Ripercorre l’intero della vicenda collezionistica di Caruso esula dall’intento di que-
sto saggio; ciononostante una ricerca sul formarsi e anche sulla sua successiva disper-
sione permetterebbe far emergere informazioni essenziali sia per la storia del collezio-
nismo numismatico e sia per quanto attiene le provenienze di molti esemplari così da
ricomporre, sia pur in modo parziale, ritrovamenti di ripostigli/tesori poi dispersi.
In proposito, la nota introduttiva al Catalogo Canessa 1923 ricorda due provenien-
ze. La prima riguarda gli aurei imperiali già parte della Collezione di M. Hyman Monta-
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gu (1844-1895) , Vicepresidente della Numismatic Society di Londra, messa all’incanto
da Rollin & Feuardent a Parigi nel 1896. Quel collezionista, a sua volta, aveva acquistato
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ampiamente dall’asta Ponton d’Amécourt del 1887 . Poiché l’incipit dell’interesse numi-
smatico di Caruso sembra datarsi a circa il 1902, si deve supporre che tra gli acquirenti
nella dispersione Montagu del 1896 ci fosse anche Ercole Canessa e che successivamen-
te abbia proposto al tenore alcuni di quegli esemplari dopo averli trasferiti da Parigi a
New York . Come probabile altra provenienza dalle più importanti collezioni disperse
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in quegli anni, va ricordata la raccolta di Sir John Evans (1823-1908) in vendita, sempre
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presso Rollin & Feuardent, a Parigi nel 1909 . Per le monete medievali, poi, il riferimen-
18 CaneSSa 2015, p. 46; d’orazi 2018, p. 45, ma non è dato sapere quale pubblicazione. Nella biblioteca del
Museo Enrico Caruso-Villa Caruso Bellosguardo di Lastra a Signa (FI) si conserva il catalogo Sammlung Gustav
Philipsen Kopenagen-antike Münzen, München 1909 (Fig. 1), con segnatura 14/9, appartenuto a Enrico Caruso,
forse il solo documento superstite del farsi della sua raccolta. Devo l’informazione al dr. Carmine Sanchirico, che
ringrazio.
19 CaneSSa, CaneSSa 1923, Prefazione.
20 ramBaCh 2016, pp. 67, 79; ramBaCh 2017, pp. 47-63; ramBaCh 2018, pp. 85-105.
21 Collection de M. le Vicomte de Ponton d’Amécourt, Monnaies d’or Romaines et Byzantines, Rollin &
Feuardent, Paris 1887.
22 Collection de Feu M.H. Montagu, Monnaies d’or Romaines & Byzantines, Rollin & Feuardent, Paris 1896.
23 Su questo insigne archeologo e numismatico di epoca vittoriana, di riferimento i capitoli di de JerSey 2008,
kinG 2008, StewartBy 2008.
24 Collection de Sir John Evans, Monnaies romaines en or, Rollin & Feuardent, Paris 1909.
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