Page 245 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Nella cassaforte di “The voice of Gold”
one’, Mr. Canessa explained, it Figura 1 -- Sammlung
is a very rare specimen’. ‘Very Gustav Philipsen
well, then’, said Caruso, ‘it is Kopenagen-antike
Münzen, München 1909.
mine’. And that was how the © Biblioteca del Museo
collection began which grew to Enrico Caruso-Villa Caruso
more than 2000 coins from all Bellosguardo di Lastra
a Signa (Firenze)
over the world and from every
century beginning with the fifth
century BC. After that, Caruso
began haunting old shops and
street barrows, he spent many
hours at auctions and in the
great museums of the world, al-
ways studying, always finding
out more about his coins and
other objects d’art. The histori-
cal significance of each treasure
charmed the tenor. He learned
through these beautiful objects
what most people learn through
books .
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La prima moneta fu dunque
una moneta molto rara e di grande impatto storico-artistico. Si trattava di un’emis-
sione di Tolomeo II Filadelfo (308-246 a.C.) in nome di Arsinoe II (316-268 a.C.) co-
niata ad Alessandria tra il 253/2 e il 246. Al dritto v’erano la testa diademata e velata
della deificata Arsinoe II volta a destra e nel campo segni di zecca in questo caso
non trascritti, ma che avrebbero aiutato nell’individuare con certezza quella prima
moneta, molto probabilmente, tra i cinque esemplari editi nella tavola III dell’Asta
Canessa del 1923 . Al rovescio, accanto alla leggenda αρσiνοησ φiλαδελφου, figu-
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rava una doppia cornucopia piena di frutta. Erano monete di grande taglio, del
peso di circa g 28 d’oro e del valore di 100 dracme d’argento, ch’ebbero grande
successo tanto da essere battute anche dai successivi re tolemaici per almeno un
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secolo e mezzo . Caruso, dunque, mosse i primi passi nel formare la sua collezione
numismatica con scelte di grande bellezza artistica nel conio e di notevole pregio.
15 zirato 1950, p. 2. Episodio e testo sono ricordati in d’orazi 2018, p. 46 e in ramBaCh 2018, p. 85.
16 Si tratta della vendita all’incanto dell’intera collezione di Enrico Caruso post mortem (v. CaneSSa, CaneSSa
1923), con ben 64 tavole illustrative. In d’orazi 2018, p. 46, si legge che i lotti 94 e 98 furono acquistati per
la grande collezione di Victor Adda, i lotti 95 e 96 dall’avvocato Antonio Bencivegna e il lotto 97 da Umber-
to Busi. Tra questi cinque esemplari si trovava molto probabilmente l’incipit numismatico-collezionistico di
Caruso.
Il loro successo nel collezionistico di inizio Novecento fu forse favorito dal saggio di SvoronoS 1900, p. 73.
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Per un primo orientamento catalogico si rinvia a roBert 1959, p. 134.
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