Page 252 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Bruno Callegher
Nel primo (Fig. 3), il busto laureato di un giovane Massimiano con leggenda
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maximi-anvS P f avG al dritto, e Pt nell’esergo del rovescio, quindi coniato a Treviri
nella prima officina nel 293-294, richiama lo stile degli aurei degli imperatori post
Aureliano, soprattutto di Caro e dei suoi figli, un segno di continuità dell’arte inci-
soria nei conii volta a dare un ritratto verosimigliante dell’autorità . Da lì a pochi
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anni questo sarà profondamente modificato da una nuova tendenza, la stilizzazione
del ritratto secondo canoni immediatamente associabili alla sacralità immutabile
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del potere imperiale . Il rovescio, con herCvli deBellat, Ercole a sinistra intento a
eliminare l’idra di Lerna con la sua clava, conferma la divisione patronale con Dio-
cleziano e la volontà di trasmettere un messaggio che legittimasse il nuovo potere
presso le classi aristocratiche o i più elevanti ranghi militari, a cui le emissioni auree
erano essenzialmente destinate . L’occasione del conio potrebbe coincidere con
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l’attribuzione dei primi consolati ai nuovi cesari Costanzo e Galerio, scelta finaliz-
zata a condividere il potere e la responsabilità dell’Impero così da difenderlo dalla
moltitudine di nemici, sia interni che esterni. In effetti, il tipo del rovescio può es-
sere interpretato come un riferimento allegorico alla costante lotta degli imperatori
contro i numerosi avversari di Roma, simboleggiati dall’idra di Lerna.
Figura 3 -- Roma, Impero.
Massimiano Erculeo
(286-305 d.C.).
Aureo, zecca di Treviri,
293-294 d.C.
Roma, Medagliere del
Museo Nazionale Romano
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Anche il secondo aureo (Fig. 4) fu coniato da Massimiano, a Roma, nel pe-
riodo compreso tra il 294 e il 305. Pur non comparendo in RIC VI tra gli aurei di
quel periodo, l’ipotesi che sia della zecca urbica sembra percorribile per le lettere
all’esergo Pr e per la leggenda maximianvS avGvStvS con busto laureato, corazzato
46 Inv. 103392, g 5,31 mm 18,64 360°, CaneSSa, CaneSSa 1923, n. 523. RIC VI, p. 164 n. 9 ove in nota, per
confronto e conferma, si cita espressamente questa moneta. Si può ipotizzare sia lo stesso aureo comparso
nell’asta J. Hirsch, Munich, Auction XXXIV, 5 May 1914, lotto n. 1528.
mairat 2017, pp. 139-146.
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48 BaStien 1992-1994.
49 Sutherland 1986, pp. 85-93.
Inv. 103393, g 5,28 mm 19,55 190°, CaneSSa, CaneSSa 1923, n. 525. RIC VI -. Cfr. dePeyrot 1995, p. 81 n. 5/B5
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e tav. 12, 5B/5; CaliCó 2003, p. 791 nn. 4680-4683.
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