Page 253 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Nella cassaforte di “The voice of Gold”







            e paludato. Il tipo di busto, il titolo di augustus e le lettere di zecca Pr si trovano
            sugli aurei di Diocleziano battuti a Roma nel medesimo range cronologico, per cui
            questo esemplare completerebbe la serie dei due Augusti della Tetrarchia sia per la
            riproposizione leggenda sia per la scelta distintiva del patrono qui definito herCvli
            viCtori. Ercole è raffigurato seduto in riposo con i suoi attributi: la clava, la pelle
            di leone, l’arco e la faretra; la rappresentazione e la leggenda che l’accompagnano
            evocano le famose vittorie nelle dodici fatiche e, in termini allegorici, celebrano i
            successi militari di Massimiano. La figura seduta, con massiccia muscolatura, con la
            testa girata e le braccia incrociate, allude alla forza dell’Imperatore protetto da Er-
            cole e nello stesso tempo rinvia alla scultura greca ellenistica “Pugile delle Terme”,
            scoperta nel marzo del 1885 su un versante del Quirinale nell’area del convento di
            San Silvestro, probabilmente appartenente ai resti delle Terme di Costantino. Oggi
                                                                                                51
            l’opera è conservata nella collezione del Museo Nazionale Romano di Roma . La
            mascolinità colossale del conio allude alla forza dell’Imperatore come “Erculeo”.
            Anche questo  aureo fu probabilmente prodotto per dei  donativa da distribuire
            all’esercito, stanziato a protezione della frontiera orientale dell’Impero.

                                                                                                        Figura 4 -- Roma, Impero.
                                                                                                        Massimiano Erculeo
                                                                                                        (286-305 d.C.).
                                                                                                        Aureo, zecca di Roma,
                                                                                                        294-305 d.C.
                                                                                                        Roma, Medagliere
                                                                                                        del Museo Nazionale
                                                                                                        Romano









                 Lo standard ponderale dell’aureo dioclezianeo (1/60 di libbra) fu conservato nelle
            zecche orientali sotto il controllo dell’imperatore Licinio I fino alla sua sconfitta nel 324
            mentre in quelle occidentali, a iniziare da Treviri, controllate da Costantino I fu intro-
            dotta una nuova moneta aurea, il solido tagliato a 1/72 di libbra. La collezione Caruso
            conservava un’interessante testimonianza di questa diversità tra Oriente e Occidente
            (Fig. 5). In essa, infatti, era documentato questo aureo di Licinio I, battuto ad Antiochia
            tra il 317-319, con al dritto la testa dell’Imperatore di stile tetrarchico ed epigrafe liCin-ivS
            P f avG; al rovescio l’Imperatore in veste consolare togata, con clamide e scettro, tiene



            51    Un tipo del tutto analogo è presente anche in un medaglione in bronzo del peso di g 36,48 forse coniato
            ad Aquileia, del medesimo Imperatore D/ imP C m a val maximianvS P f avG; R/ herCvli ConServatori, cfr. GneC-
            Chi 1912, II, tav. 128, 4. Un altro aureo molto simile è comparso in Roma Numismatics Ltd, auction XII, Lon-
            don, 29 September 2016, lot 1009 https://pro.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=928664&AucID=1771&
            Lot=1009. Per la scultura, cfr. himmelmann 1996.


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