Page 254 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Bruno Callegher
in mano un globo. Il richiamo al suo consolato viene ribadito nella leggenda ConSvl PP
ProConSvl accompagnata dall’indicazione di zecca ant e dai segni di controllo applicati
dagli artigiani o sorveglianti del processo di coniazione: - iS/i .
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Figura 5 -- Roma, Impero.
Licinio (308-324 d.C.).
Aureo, zecca di Antiochia,
317-319 d.C.
Roma, Medagliere del
Museo Nazionale Romano
A fronte:
particolare del rovescio
Di estremo interesse gli esemplari di Costantino, tutti con standard ponderale supe-
riore ai g 4,5 proprio del solido e quindi definiti con terminologia generica medaglioni, ma
più propriamente multipli del solido . Due di questi furono coniati nella zecca di Treviri
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che riprese la sua attività alla fine del 313, mantenendo una posizione dominante durante
tutto il regno costantiniano almeno fino al 327, ma anche una discreta autonomia rispetto
alle altre zecche, in particolare Roma, controllata direttamente dall’autorità centrale. Ne
sono una prova proprio le serie di multipli del solido (medaglioni) con una varietà nel
peso e nell’iconografia/epigrafia che non sembra avere riscontri nelle altre zecche dell’Im-
pero. Essi celebrano la sintonia con il senato: aeterna Gloria Senat Pqr, le vittorie dell’Im-
peratore e del suo esercito a cui questi multipli erano destinati come donativa: innvmeri
trivmfi avG n, SeCvritaS reiPvBliCae, PietaS avGvSti e anche deBellatori Gentivm BarBararvm
qui rappresentato da un multiplo da 2 solidi (Fig. 6) . Il tema dell’epigrafe, fortemente
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celebrativo, ricorda le vittoriose campagne militari contro gli Alamanni, Franchi e Sarmati
con i quali si era già cimentato Crispo sul limes renano, per le quali anche Costantino II
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fece battere una cospicua serie di multipli aurei con PrinCiPia ivventvtiS Sarmatia . Il
medaglione qui illustrato uscì nel 322-323 dalle officine di Treviri (esergo Ptr). Al dritto
figura un busto laureato di Costantino, di stile incisorio molto prossimo a quello di mo-
nete in metallo prezioso dell’inizio della tetrarchia, corazzato e paludato, accompagnato
dall’iscrizione imP ConStantinvS max avG; al rovescio, oltre alla citata leggenda, l’Imperatore
a sinistra tende la mano a un soldato con scudo e prigioniero.
Inv. 103394, g 5,31 mm 20,50 330°, CaneSSa, CaneSSa 1923, n. 540. RIC VII, p. 679 n. 23 ove si cita questo
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esemplare.
53 Per una panoramica sulle emissioni auree costantiniane, cfr. aSolati 2012-2013, pp. 415-431.
54 Inv. 103395, g 8,89 mm 25,52 180°, CaneSSa, CaneSSa 1923, n. 552. RIC VII, p. 195 n. 356 ove si cita questo
esemplare.
Per un’estensiva interpretazione storica delle emissioni connotate dal titolo deBellatori Gentivm BarBararvm,
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cfr. RIC VII, pp. 146-149.
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