Page 219 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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“Nuovo contributo alla teorica delle contromarche monetarie presso i Romani”



















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            26. As, g 8,88 mm 26,4 inv. 106501;            e       (D/); RIC I , 230 (Augustus)
                 L’esemplare non viene commentato nella sezione introduttiva, né in forma di nota-
            zione a margine della scheda del catalogo: l’Autore individua correttamente la seconda
            contromarca come var, indicata come presente anche sul dritto della moneta succes-
            siva , sebbene sia stata restituita graficamente con il nesso in forma grafica di laP. La
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            prima contromarca, avG(vstvs), appartiene a una delle produzioni dell’ampio gruppo di
            tipologie riferite alla generica figura imperiale, non necessariamente a Imperator Caesar
            Divi filius Augustus, applicate in epoche diverse, lungo tutti i territori del limes reno-
            danubiano (cfr. supra,  a/G di Carnuntum): nello specifico l’impiego dell’esemplare
            deve essere attribuito all’area della Lugdunensis. La seconda tipologia, var, ha suscitato
            in periodo recente ampio interesse critico e acceso dibattito sia per l’integrazione, seb-
            bene appaia pressoché incontrovertibile che si debba riportare all’abbreviazione del
            cognomen di P. Quinctilius Varus, quanto, soprattutto, per la collocazione cronologica,
            con due ipotesi contrastanti: secondo la prima, seguita da parte rilevante degli studiosi,
            sarebbe stata applicata nel periodo compreso tra il 7 d.C., l’assunzione del governo
            della provincia Germania Magna, e il settembre del 9 d.C., prima della  sconfitta di
            Teutoburgo ; la seconda, attualmente minoritaria in bibliografia, colloca la tipologia al
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            15-16 d.C., in relazione alla prima vittoria riportata da Germanicus Caesar in Inferior
            (15 d.C.), che consentì la postuma riabilitazione del Legato morto nella battaglia di
            Teutorburgo, il recupero di due delle tre aquile legionarie catturate dai Germani e la
            “purificazione” del sito della disfatta militare. La prima ipotesi, sebbene accolta con am-
            pio privilegio dagli studiosi, ha suscitato numerose perplessità in relazione alla cronologia
            offerta dai ritrovamenti archeologici correlati al periodo delle spedizioni di Germanicus
            in Germania (14-16 d.C.), con particolare riferimento ai rinvenimenti, non solo di natura




            70   PanSa 1906, p. 420 n. 27.
            71   Tra gli altri, BerGer 1996, passim; Werz 2009, II, pp. 823-844 con relativa bibliografia (pp. 843-844).

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