Page 223 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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“Nuovo contributo alla teorica delle contromarche monetarie presso i Romani”
Gallia (Lugdunum), n. 29: le contromarche prodotte dalla zecca di Lugdunum,
minoritarie per quantità, con maggiore frequenza presenti su sesterzi di Tiberio ri-
spetto alle emissioni di Claudio in rapporto alle percentuali registrate per Roma, sono
caratterizzate dalla ridotta dimensione dei conii e delle lettere, con punzoni in forma
rettangolare a bordi verticali; la composizione delle lettere risulta alquanto stabile e
curata ma di realizzazione più corsiva rispetto alle precedenti esecuzioni romane,
comunque prive dell’associazione tra la n e la C, con la a a sagoma acuta e apice tron-
cato; la sigla in molti esemplari appare in grafia errata, in forma di nCaPP, come nel
caso della moneta della collezione Gnecchi; infine anche il gruppo di contromarche
di produzione gallica palesa, nominale per nominale, collocazione piuttosto uniforme
sia per disposizione, che per orientamento di lettura.
Hispania (Tarraco), n. 30: le contromarche applicate in area ispanica, in primo
luogo presso la zecca di Tarraco, a oggi documentate in numero pressoché analogo
alle produzioni di area gallica, di preferenza applicate ai dupondi di Claudio e a nome
di Antonia, spesso di coniazione locale, evidenziano sia elevata difformità realizzativa,
con dimensioni di norma maggiori rispetto alle precedenti, in particolare per la com-
posizione delle lettere, sebbene siano stati documentati anche svariati esemplari quasi
miniaturizzati, quanto per la forma alquanto irregolare dei punzoni; inoltre le lettere
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