Page 17 - Bollettino di Numismatica - Materiali n. 75-2019
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Roma, Museo Nazionale Romano                                           Collezione di Vittorio Emanuele III

             Bollettino di Numismatica, Materiali 75 (2019)                                M. Chimienti - G. B. Vigna




             senatoriali di Bologna, scolpì una statua di san Bartolomeo per l’abbazia di san Bartolomeo di Musiano e collaborò con
             il fratello Luigi, scultore ben più famoso . Nel 1767 partecipò al concorso d’incisore per la zecca di Bologna, giungendo
             secondo dietro Filippo Balugani . Lavorò una prima volta per la zecca di Bologna nel 1774, quando Balugani perse il fa-
             vore dell’Assunteria di Zecca; in quella occasione ricevette l’incarico di eseguire i conii per lo scudo della Sede Vacante .
                 ASB, AZ, AT, vol . 8, 7/11/1780: Essendo morto il mastro de conj Filippo Balugani furono approvate le proposte fatte
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             dal sig. Senatore Barbazzi riguardo alla famiglia del defonto, e riguardo alla elezione di un nuovo soggetto. E cioè,
             che il nuovo eletto ricevendo i capitali di lettere, di ponzoni ed altri ordegni di ragione del defonto, ancorchè il valore
             di detti capitali fosse minore, si obbligasse per una occasionale pensione alla famiglia medesima la quale si ridusse in
             L. 80 annue per dodici anni a sollievo della famiglia medesima oltre quella ricognizione che forse darebbe l’Assunteria
             alla stessa per le fatiche e dispendi avuti dal Balugani agli ultimi anni a servizio della zecca. E che per ottener questo
             si proponesse al Reggimento Petronio Tadolini, che avrebbe assunto questa condizione, e come quello, che fosse il più
             abile avendo già servita la zecca di conj, che riuscirono bene in circostanza della sospensione del Balugani. Che però
             l’Assunteria avesse poi riguardo al medesimo in caso di affollamento di battute come è accaduto negli ultimi anni .
             38    Una quota degli strumenti, e in modo particolare i punzoni, non era di proprietà della Zecca, non risultando com-
             presi tra i materiali registrati nell’inventario redatto quando l’officina era stata consegnata a Balugani, né essendo conii
             finiti acquisiti dalla Zecca stessa . Li avrebbe dovuti acquistare l’Assunteria di Zecca che in tal modo ne fece pagare il
             costo al nuovo incisore che li utilizzò ampiamente in seguito (molte delle loro impronte si ritrovano nei conii eseguiti
             da Tadolini) .
             39    ASB, AZ, PD, cartone 17, fs . 34, 1/12/1780, capitoli col coniatore Petronio Tadolini .
             40    ASB, AZ, MS XV .
             41    Monete da un baiocco vennero emesse dalla zecca di Bologna il 20 dicembre 1780 e per avere una nuova emissione
             di questi nominali si deve attendere il 13 maggio del 1784 (ASB, AZ, Miscellanea classe X) .
             42    ASB, AZ, AT, vol . 8, 8/6/1781: […] stavasi già preparando una battuta di paoli secondo gli ordini dati, ed il permesso
             avuto dall’E.mo Legato, il quale aveva approvato ancora che si rinnovasse il conio antico del paolo di Bologna che da
             una parte ha l’immagine della B.V. e dall’altra le tre armi del Papa del Legato e del Pubblico, che sarebbe cominciata la
             battuta, ma che nel provare il conio erasi ribassato, e che perciò bisognava rifarlo .
             43    ASB, AZ, MS XV: Si ruppe il pezzo contenente l’arme, era fatto sopra due pezzi di conj rozzi trovati al defonto Ba-
             lugani .
             44    ASB, AZ, MS XV .
             45    ASB, AZ, PD, b . 17, f . 37: Rendimento di conto dell’Azienda di zecca per l’anno 1781 […] Al M.ro de’ conj Petronio
             Tadolini per mercede di N., 6 conj fatti di più di quelli delli n 5 annui convenuto nell’istrumento del 1780 in ragione di
             L. 40 l’uno […] L. 240 .
             46    ASB, AZ, PD, b . 17, f . 13: Essendo stata incaricata l’Assunteria di Zecca dall’Ill.mo ed Ecc.so Reggimento di dover
             battere una medaglia d’oro in segno della rispettosa esultanza di questo Pubblico per l’onorevole avvenimento del pas-
             saggio di S. Santità per la città di Bologna, intendendosela perciò con i SS.ri di Magistrati, come dal rescritto medesimo
             del Senato ed avvertita che per tale effetto dall’Ill.ma ed Ecc.sa Assunteria di Magistrati si era deputato il sig. Senatore
             Salvioli acciò dovesse col sig. Senatore Riario Decano di Zecca trattare e convenire tutte le incombenze necessarie relati-
             ve all’effetto; non si tardò di far seguir un abboccamento tra l’uno e l’altr Senatorio soggetto. Si convenne che tal meda-
             glia si dovesse battere del valore di 15 zecchini; che il numero delle medesime fosse di dieci o al più dodici; si esaminò
             l’immaginatone esergo; e si determinò che altra simile se ne cuniasse in argento a fine di darne una per ciascheduno ai
             membri del Senato, ed ad altri distinti e rispettabili personaggi. Fissate tali massime che erano quelle appunto delle quali
             doveva essere intesa ed interessata l’Ill.ma ed Ecc.sa Ass.ria di Magistrati, si applicò il Senatore Riario a tutto il di più che
             era di ripartimento della sua propria Assunteria di Zecca; […] Due furono gli oggetti che esigerono la maggiore ocula-
             tezza ed il più critico esame, cioè la scelta del miglior coniatore e la prontezza dei mezzi indispensabili per far riuscire
             sollecitamente e con esattezza il lavoro. E quindi che riguardo al secondo si procurò che fosse in istato tale il torchio da
             esser certi, siccome certissimi ne sono gli Assunti di Zecca, che il detto torchio di nulla manca per compire esattamente
             l’opera. In quanto poi alla scelta del cuniatore, veramente dopo varie ed accurate ricerche, non si è potuta avere notizia
             di un operario che fosse eccellente in Italia, siccome altre volte ve n’erano; cosicchè accomodarsi col mediocre, e con
             quello che fosse comparso superiore agli altri nell’esperimentale concorso che si aprì; salvo però sempre il fine di doversi
             in un prefisso tempo corrispondente al bisogno veder terminato l’impronto. In tale stato di cose il sig. Senatore Riario
             partecipò al sig. Senatore Salvioli che non vi era altro cuniatore su del quale potersi incombenzare tal lavoro, se non
             che quello che serve alla zecca di Venezia; un altro che vi sarebbe stato in Roma a proposito; ed il Capo Neri esistente
             in Bologna. Ma non fu contento di quest’ultimo il sig, Senatore Salvioli, e mostrò premura perché fosse scelto il venezia-
             no o il romano; quantunque il romano abbia finalmente ricusata l’incombenza, ed il veneziano abbia domandato il
             tempo di sei mesi per compire il suo modello che è appunto l’inconveniente che vorrebbe evitarsi poiché l’impuntualità
             del tempo che è un vizio abituale negli Artefici; lo spazio di quelle settimane che dovrebbero consumarsi per ottenere da

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