Page 19 - Bollettino di Numismatica - Materiali n. 75-2019
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Roma, Museo Nazionale Romano Collezione di Vittorio Emanuele III
Bollettino di Numismatica, Materiali 75 (2019) M. Chimienti - G. B. Vigna
dell’esecuzione. E indi il sig. Luigi Acquisti professore di Scoltura il quale osservate le medesime ha esposto che in quella
del num. 100 trova il busto del Papa lavorato a dovere ma mancante nel disegno, il rovescio poi lo trova travagliato a
perfezione; che nell’altro non trova maestria nel lavoro, benché il busto sia un poco più disegnato, ma il tempietto non
è interamente disegnato in prospettiva .ASB, AZ, PD, b . 19, f . 8: A dì 10 luglio 1782. Fatte vedere le due monete al sig.
Giuseppe Becchetti Principe dell’Accademia Clementina, ha rilevato che quella del num. 100 oltre l’essere nell’effige del
Papa meno somigliante si vede fatta ancora da chi ha meno cognizione di disegno e minor perizia dell’altro, ha però
questa il rovescio da preferirsi all’altra essendo meglio disegnato e più di rilievo .
53 Evidentemente si trattava di prove eseguite allo scopo di esaminare il lavoro dei due artisti .
54 Zanetti B . 1063: 1783. Furono battuti in quest’anno dei zecchini e testoni col ritratto del Papa ed il Tempio allusivi
alla venuta del Papa a Bologna con l’anno 1782 con i conj fatti a Roma dal coniatore Giuseppe Schwendimann tedesco,
cioè l’autore della medaglia del Card Valenti. Ciò fu perché il medesimo coniatore non li spedì quell’anno 1782 come do-
veva. Dei zecchini non ne furono battuti che n. 24 per prova. Dei testoni poi ne furono battuti da tre libbre, ma siccome
il conio di rovescio calò così furono tutti disfatti, e solamente ne rimasero due, uno de’ quali passò nell’Istituto e l’altro
presso di me. In dicembre furono coniati altri testoni col medesimo rovescio e l’anno 1782 fatti dal nostro coniatore Pe-
tronio Tadolini, i di cui pulzoni levò dal conio sudetto dello Schwendiman. Come pure de mezzi scudi con detto rovescio
e l’anno 1782 servendosi del conio che aveva fatto l’anno precedente per non aver pronto il conio, stante la premura che
vi era di battere, così pure de mezzi paoli ma con l’anno 1783 .
55 Non si sa se la tempera fu eseguita a Roma dallo stesso Schwendimann oppure a Bologna dal Tadolini per poter
adattare i conii al torchio prima della tempera . Infatti sarà questa la procedura utilizzata nel secolo seguente per i conii
fabbricati a Milano e a Roma per la Zecca bolognese .
56 ASB, AZ, AT, vol . 8, 18/6/1783: Lettere del sig. ambasciatore delli 7, e 11 corrente, rimanda i conj del testone sugge-
rendo che vi si faccia ricavar qui le matrici e polzoni per formarne un nuovo, non essendo riuscito nemmeno là di avere
la moneta ben impressa. Con quella delli 11 poi manda le monete ricavate da dette prove, e domanda che gli siano tra-
smesse oncie 2 e denari 19 d’argento per restituirlo alla zecca in conto di quello impiegato per le prove sudette. Si passino
i conj al Tadolini perché ne cavi i polzoni e si trasmetta l’argento dimandato al sig. ambasciatore. E motivandosi che
forse dovrebbe toccare allo stesso professore di Roma di ricavare i ponzoni. In vista poi della spesa a rimandarli e resti-
tuirli da Roma, l’incertezza che il professore ne convenisse, e che fors’anche convenendone non fosse maggiore la spesa
di quello che sarà a far eseguire tale operazione dal nostro cuniatore. Si risolvette di servirsi di esso per tale riattamento .
57 ASB, AZ, AT, vol . 8, 12/12/1783: […] fu pure approvato di pagare al mastro de’ conj Petronio Tadolini il conio del
testone, essendo il sesto fabbricato da esso in quest’anno, ed a norma dell’instrumento di sua elezione, ammettendo per
adempiuto il patto degli altri cinque da esso construtti, come dalla nota da esso data .
58 ASB, AZ, MS XV .
59 ASB, AZ, Classe X, N .1 .
60 ASB, AZ, AT, vol . 9, 4/12/1784: Presentato dal Segretario il conto de conj presentato dal Tadolini per la battitura delle
monete di rame in tutto per n. 61 para, che 10 non avevano resistito il tempo concordato nei capitoli di sua elezione,
onde dovevano escludersi da detto numero unitamente ai cinque che deve fare di patto gratis; che così dunque resta-
vano n. 46 da pagarsegli, essendo pattuito di pagarglieli L. 40 il paro tutti quelli che fabbricasse più delle cinque para
[paia, N .d .R .]. Introdotto il mastro de conj Petronio Tadolini, il quale si presta a contentarsi di meno della somma, che gli
perverrebbe a ragione di dette L. 40; fatti alcuni riflessi gli furono accordati per tutto il suo avere per detti conj L. 1.500;
approvando però, ed ordinando il saldo dell’altra sua lista per pulitura dei conii, ed altro. Siccome però per sistemare
il suddetto conto delle monete di rame, non avendo ancora interloquito sopra di ciò l’Ecc.ma Ass.ria, erasi figurata la
spesa dei conj in scudi 248 o siano L. 1.240 .
61 Francesco Corazzini fu un medaglista formatosi alla scuola degli Hamerani, attivo tra la fine del XVIII secolo e l’inizio
del seguente . Lavorò nel laboratorio di Ferdinando Hamerani e probabilmente anche per Tommaso Mercandetti . Forse
a causa della sua salute cagionevole, svolse un’attività limitata nonostante la sua bravura .
62 Questi stessi conii vennero utilizzati anche in seguito, senza modificare la vecchia data, quantunque nel 1795 Tadoli-
ni avesse preparato un conio per il dritto, utilizzando un nuovo punzone per la sagoma dello stemma pontificio . Molto
probabilmente questo conio si ruppe appena fu iniziata la battitura . Questa ipotesi è sostenuta da due dati . Il primo è
la grande rarità del mezzo scudo con data 1795 . Il secondo si ricava dal documento dell’estrazione di Zecca avvenuta
il 18 luglio 1795 in cui si annota che le monete di quell’emissione portavano in parte la data 1795 e in parte quella
del 1785 . Un’ulteriore prova è offerta dall’emissione dell’anno seguente effettuata il 1° giugno, in cui si specifica che
tutti questi mezzi scudi portavano la data 1785 . L’emissione di questi scudi e mezzi scudi fu interrotta definitivamente
dall’invasione francese del 1796 dopo la quale si batterono le monete da 10 e 5 paoli assieme a pochi carlini e monete
d’oro e di mistura con i tipi pontifici .
63 Nell’agosto del 1785 gli Assunti si dovettero rassegnare a far costruire dal “meccanico” di Zecca Francesco Comelli
un nuovo torchio e occorsero due anni prima che questi terminasse il lavoro .
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