Page 18 - Bollettino di Numismatica - Materiali n. 75-2019
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Roma, Museo Nazionale Romano                                           Collezione di Vittorio Emanuele III

              Bollettino di Numismatica, Materiali 75 (2019)                                 M. Chimienti - G. B. Vigna




              quella Repubblica il permesso d’impiegare un loro Ministro in operazioni fuori di Stato; e quel di più che occorrerebbe
              qui per mettere in uso la battuta; ritarderebbe non meno di otto mesi. […] E prima di tutto prega li medesimi Ill.mi ed
              Ecc.si SS.ri di Magistrati a persuadersi non esser cosa indifferente il presentare a N.S. una medaglia in cui si abbia da
              celebrare la memoria dell’onore da questa città ricevuto di accogliere nelle sue mura la persona del proprio Principe e
              presentargliela otto mesi dopo quando né in Roma né in tutta l’Italia più si pensa a questo straordinario avvenimento .
              47    Kaspar Josef Schwendimann (1721-1786) nacque in Svizzera e ancora ragazzo si recò a Roma per perfezionarsi
              nell’arte dell’incisione . In seguito si spostò ad Asburgo dove, dopo un duro periodo di sacrifici, ottenne finalmente il
              successo divenendo uno dei più stimati artisti del suo tempo . Nel 1772 tornò a Roma con lo scopo di studiare l’arte
              antica . Il cardinale legato di Bologna Boncompagni Lodovisi ebbe molta stima nei suoi riguardi e nel 1782 fece pres-
              sioni sugli Assunti della Zecca perché lo nominassero mastro de’ conj al posto di Tadolini e facessero eseguire a lui
              la medaglia da coniare in occasione della visita del Pontefice . Morì 4 anni dopo, nel dicembre 1786, assassinato nella
              propria abitazione romana da un conoscente .
              48    Vincenzo Caponeri, chiamato anche Caponegri, aveva 32 anni ed era di origini bolognesi; suo nonno aveva concorso
              senza successo alla carica di mastro de’ conj nel 1709, nel 1710, nel 1712 e nel 1734 . Aveva studiato disegno alla scuola
              di Angelo Carboni e aveva sempre lavorato incidendo sigilli e disegnando immagini ornamentali su ogni tipo di metallo .
              Aveva partecipato al concorso del 1767 per la successione al Lelli .
              49    ASB, AZ, AT, vol . 8, 22/11/1780: Letta la minuta dell’istrumento da stipularsi con Petronio Tadolini eletto mastro de’
              conj. quanto al capitolo pel numero de’ conj che dovrà far gratis si conviene: Che ogni anno sia obbligato dare cinque
              conj di monete, quando però occorrano e sia comandato, e questi senza alcuna pretensione di pagamento, e tutti quelli
              che farà di più del detto numero si pagheranno dall’Assunteria L. 40 l’uno, purché tanto gli uni che gli altri durino per la
              battuta di 15.000 pezzi; beninteso ancora che non sia obbligato di aumentare il numero di quelli da farsi gratis perché
              nell’anno antecedente non fosse arrivato il numero dei cinque suddetti. Il contratto prevedeva uno stipendio base di lire
              480 annuali con l’esecuzione gratuita dei conii sino a un numero massimo di cinque, mentre si dovevano aggiungere
              lire 40 per ogni conio prodotto in più .
              50    ASB, AZ, PD, b . 19, f . 8: Ill.mo e Rev.mo Principe, Petronio Tadolini Umilissimo Oratore del E.za V.ra Rev.ma, umil-
              mente espone ritrovarsi in una assai pregiudizievole circostanza ed è che là viene significato dal sig. Dott. Pubblico
              Architetto per commissione di Sua Ec.za il sig. Duca Sen.re Riario Decano dell’Ecc.sa Assunteria di zecca, che si vuole
              cuniare una moneta simile a quella fatta dall’oratore ma da altra mano incisa, onde l’oratore essendo esso il solo che è
              all’attual impiego come consta da Partito e Capitoli rogati dal Sig . Massimo Mesiè notaro . Quindi non vedendo l’oratore
              di avere demeritato in alcun conto che l’Ecc .sa Assunteria le faccia un simil torto a danno del suo decoro e riputazione .
              Per ciò ricorre supplichevole all’alto patrocinio dell’Em .za Vostra Re .ma acciò in questa sì laboriosa circostanza voglia
              degnarsi volerlo proteggere, con la sua valevole interposizione, acciò non li sia fatto un tale torto .
              51    ASB, AZ, PD, b . 19, f . 8: Li 4 luglio 1782. Avendo il sig. Petronio Tadolini Mastro de’ conj di questa zecca comunicata
              all’Ill.ma ed Ecc.sa Ass.a di Zecca la supplica per esso presentata all’E.mo e R.mo Sig. Card.le per essere garantito dal pre-
              giudizio che presentiva al suo decoro e vantaggio dall’ammettersi altri conj, fabbricati da altra mano, alla qual supplica
              all’E.mo e R.mo sig. Card. Legato ha rescritto = Ai SS.ri Assunti di Zecca per l’osservanza de’ capitoli. Interrogato il detto
              sig. Tadolini da me infrascritto Notaio e Segretario di Zecca d’ordine del nobile ed Ecc.mo sig. Sen. Decano di essa, che
              intenda di dimandare all’Ill.ma ed Ecc.sa Ass.a con la presentazione di tale rescritto ha risposto che essendo egli stato
              eletto dall’Ill.mo ed Ecc.so Reggimento a questo impiego di Mastro de’ conj, desidera però di essere mantenuto nel giusto
              privativo concessogli dal Senato medesimo di fabbricare i conj per la zecca finché egli gode di detto posto, altrimenti
              l’ammettersi conj di altra mano trova di troppo pregiudicato il suo interesse e convenienza, offerendo poi, come è suo
              dovere, a correggere i conj qualunque volta non meritino l’approvazione dell’Ill.ma ed Ecc.sa Assunteria, avvertito che
              sia in qual parte resti disapprovato e in che manchi la sua operazione .
              52    ASB, AZ, PD, b . 19, f . 8: A dì 5 luglio 1782. Fatte vedere al sig. Giacomo Biancani, professore di Antichità nell’Istituto
              di Bologna, due monete ricavate da due differenti cunj ciascheduna però esprimente lo stesso e cioè il busto di N.S. da
              una parte con le parole attorno =Pius Sextus P.M.= e dall’altra un tempietto e due armi una dell’Em.mo Leg.o, l’altra
              della città di Bologna con la leggenda attorno =Adventus Optimi Principis= e all’esergo =Bononia= distinguendosi
              una dall’altra per il N. 100 che si trova nell’esergo dell’una e non dell’altra; ed interrogato del suo sentimento circa la
              riuscita di dette monete quanto all’esecuzione del conio; rispose che aveva rilevato che quella del N. 100 mostra i tipi
              assai più marcati che l’altra, ma che il ritratto è però un poco caricato, l’ornamento della stola non è de consueti che il
              lavoro è diligente e di durata nel commercio: quanto all’altra merita lode la semplicità del lavoro, ma si riflette alla di
              lui bassezza, che sarà in causa che presto in commercio si logori la moneta. Fatte vedere in seguito le suddette monete al
              signor Sebastiano Cavina, professore di gettiti e di cesello, argentiere e Accademico Clementino come scultore Ornatista.
              Esposto che nel rovescio preferirebbe quella del num. 100 perché riconosce che l’artefice ha ben inteso quello che doveva
              fare, e vi si vede la maestria dell’arte; quanto poi al diritto, o sia al busto del Papa, che non saprebbe decidere, perché in
              quella del num. 100 gli pare che manchi nell’artefice la cognizione del disegno, che nell’altra pare che ci manchi l’arte

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