Page 22 - Bollettino di Numismatica - Materiali n. 75-2019
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NOTE ALLE SCHEDE
              Le monete di mistura e rame sono state coniate mediante innumerevoli coppie di conii che differiscono tra loro per
              le abbreviazioni utilizzate nelle leggende e l’interpunzione delle stesse (pallini, stelle e asterischi di varia grandezza e
              disposizione) . Spesso la lettura delle relative leggende è resa problematica dal cattivo stato di conservazione di molti
              esemplari e può pertanto risultare imprecisa . Pur consapevoli dell’arbitrarietà dell’identificazione, verranno descritte a
              scopo classificativo, solo le principali varianti riscontrate, rimandando alle immagini delle monete per una loro realistica
              lettura .
              Così le muraiole con il ritratto di Pio VI possono presentare la stola del pontefice decorata con arabeschi oppure con
              una croce oppure non decorata; lo zucchetto papalino può presentarsi liscio oppure costolato; la punteggiatura essere
              costituita da punti o stelle; la leggenda può essere composta da caratteri di varia dimensione, riportare l’anno di pon-
              tificato o meno, ecc .
              I baiocchi mostrano al dritto motivi ornamentali diversi che circondano la leggenda centrale e al rovescio stemmi cardi-
              nalizi e della città di varia foggia . Ancora maggiori le differenze per i mezzi baiocchi: ad esempio, la corona raffigurata
              al dritto è a foglie d’alloro e può presentarsi con bacche o senza ed essere sinistrorsa o destrorsa . I quattrini si possono
              classificare in base alla forma dello stemma pontificio al dritto (a targa, rigata e non, o trilobato) e per i numerosi motivi
              decorativi circolari del rovescio (rosette e anelli, fiordalisi, meandri, greca, anelli con punto, alloro, foglie di platano,
              bottoni di rosa, foglie di cardo) . Rimandiamo in ogni caso alle immagini delle monete per una loro realistica lettura (v .
              Chimienti 2009, pp . 487-522) .
              Segnaliamo infine che Petronio Tadolini preparò molti conii utilizzando punzoni parziali acquisiti dagli eredi di Filippo
              Balugani o forniti da altri incisori (Francesco Corazzini, Giuseppe Schwendimann): in tutti questi casi risulta difficile
              attribuire la fattura dei conii stessi a un unico incisore, anche se genericamente si è più spesso riferita al solo Tadolini .








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