Page 210 - Bollettino di Numismatica n. 61-62 2024 Nuova Serie
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Massimo De Benetti



                      1343/I – Lampada (lanpadis)
                      Lapo di Niccolò










                          Il segno è descritto nel Libro della Zecca come lampada e il disegno illustra una lampada con due
                      manici, che corrisponde esattamente a quanto osservabile sulle monete. Nel CNI XII e nel CNF sono
                      censiti anche fiorini con il segno di una lampada senza manici, ma il loro esame ha mostrato trattarsi
                      dello stesso segno, senza particolari differenze . Esiste anche un’emissione di fiorini con il segno ispi-
                                                               459
                      rato a quello di questo semestre e simile a una lampada senza manici, di cui un esemplare è descritto e
                      illustrato nel CNI XII; le caratteristiche stilistiche indicano trattarsi di un’imitazione estranea alla zecca
                      di Firenze .
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                      1346/I – Spirito Santo (colomba con raggi)
                      Neri di Boccuccio [di Manno Vettori]



                       Segno non descritto nel Libro della Zecca




                          Nel Libro della Zecca manca la registrazione relativa a questo semestre ma grazie alle ricerche con-
                      dotte da Bernocchi su altre fonti si conosce il nome del maestro di zecca, Nerio di Boccuccio . Nel CNF
                                                                                                      461
                      lo studioso indicò come segno apposto sui fiorini quello di una tanaglia. Il disegno delle tenaglie compare
                      nel Libro della Zecca in corrispondenza della registrazione relativa al semestre successivo, per il quale
                      però è descritto chiaramente che fu adottato il signo serene, cioè quello di una sirena. Fantappiè, autore
                      della trascrizione del Libro della Zecca, notò che il disegno delle tenaglie fu aggiunto successivamente.
                      Sulla base di questi elementi Bernocchi suppose che doveva trattarsi del segno del semestre precedente,
                      privo di registrazioni. È possibile, invece, che questa aggiunta sia un errore di uno dei compilatori del
                      Libro della Zecca.
                          Il segno delle tenaglie appare sui fiorini coniati nel 1330/II quando fu maestro di zecca Aldobrandi-
                      no di Lapo di Tanaglia, che scelse pertanto il simbolo con chiaro riferimento al suo nome . Quando ri-
                                                                                                    462
                      coprì nuovamente la carica nel 1345/II, secondo quanto descritto nel Libro della Zecca, il segno apposto
                      sui fiorini fu quello di una sirena, di cui però non compare il disegno a lato della descrizione. È quindi
                      possibile che in un momento successivo si sia voluto integrare la descrizione aggiungendo il segno delle
                      tenaglie, che in effetti era il segno adottato da questo Maestro di Zecca, ma non in questo semestre, bensì
                      nel 1330/II. Tutti i fiorini esaminati con il segno delle tenaglie mostrano caratteristiche compatibili con



                      459   CNI XII, p. 42 n. 268 (lampada, 1343/I); CNF, p. 180 nn. 1505-1507 (lampada senza manici, 1343/I), per un refuso in corrispondenza
                      del n. 1506 è indicato il riferimento al n. 266 del CNI anziché al n. 268. Nell’esemplare CNF n. 1507, conservato al Museo Nazionale di San
                      Matteo di Pisa, i manici della lampada sono meno visibili, ma ugualmente presenti.
                      460   Questo fiorino è descritto e illustrato in CNI XII, p. 100 n. 689, tav. XVII, 13 con segno descritto come incudine e classificato tra le emissioni
                      di maestri di zecca sconosciuti (1303-1422).
                      461   Bernocchi I, p. XLI.
                      462   Aldobrandino [di Lapo] Tanaglia ricoprì l’incarico di Signore della Zecca per l’oro nel 1330/II (segno “tanaglia”), nel 1341/II (segno “spina
                      di pesce”) e nel 1345/II (segno “sirena”) e quello di Signore della Zecca per l’argento e la mistura nel 1342/II.


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