Page 213 - Bollettino di Numismatica n. 61-62 2024 Nuova Serie
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I primi 100 anni del fiorino d’oro di Firenze (1252-1351) Parte II
tratta di esemplari appartenenti alla stessa emissione con il segno di una palma affiancata da due pic-
coli punti, legati alla palma stessa e che corrisponderebbero ai due fioretti descritti nei documenti della
Zecca. Le caratteristiche stilistiche confermano l’appartenenza dell’emissione al momento del cambio di
stile, con il ritorno a un mantello frangiato anziché puntinato in basso. L’esistenza di almeno un esempla-
re con caratteristiche stilistiche del periodo precedente, cioè con il mantello privo delle frange in basso,
conferma che tale variazione di stile fu introdotta proprio in questo semestre .
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Un fiorino con questo segno è presente nel ripostiglio di Montella la cui data di chiusura è stata fis-
sata al 1354 circa .
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1351/I – Simbolo degli Strozzi (tre mezzelune)
Marco di Rosso Strozzi (1 maggio - 9 giugno) e Carlo di Strozza Strozzi (10 giugno - 31 ottobre)
Segno non descritto nel Libro della Zecca
Per questo semestre nel Libro della Zecca non figura alcuna registrazione. Le ricerche condotte da
Bernocchi hanno però permesso di recuperare in altri documenti conservati i nomi dei maestri di zecca
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per l’oro, senza però indicazione del segno utilizzato sui fiorini . L’incarico fu ricoperto da Marco di
Rosso Strozzi che fu sostituito a partire dal 10 giugno dal nipote Carlo, figlio di Strozza Strozzi. Si tratta
di due membri della importante famiglia Strozzi, il cui stemma recava tre lune crescenti. La recente iden-
tificazione del segno formato da tre mezzelune poste a triangolo che compare su un’emissione di fiorini
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come possibile segno di questo semestre, appare convincente . Fiorini con questo segno furono datati
nel CNF al periodo 1332/II - 1348/I ma lo stile mostra caratteristiche tipiche delle emissioni immediata-
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mente successive al 1348 . In questo periodo la parte inferiore del mantello torna a essere frangiata in
basso e l’indice della mano del Santo diventa più evidente, insieme ad altri dettagli dovuti al cambio, a
partire del 1348/II, degli intagliatori dei conii.
Esiste anche un’emissione con il segno di questo semestre con caratteristiche stilistiche anomale, che
abbiamo identificato come imitazione e pertanto classificato a parte (v. infra, Parte III).
In aggiunta alle nuove identificazioni e alle revisioni sopra presentate, occorre tenere presente che
un certo numero di fiorini d’oro censiti nei repertori come emissioni di Firenze sono quasi certamente
delle imitazioni non firmate, cioè fiorini realizzati in altre zecche con gli stessi tipi della moneta fiorentina
e standard di peso e purezza molto vicini a quelli delle emissioni ufficiali. La questione è approfondita
nella Parte III.
serie VII, 1315/II-1325), CNF, p. 34 n. 394 (palma di forma diversa con due punti in alto, serie VII, 1315/II-1325); CNF, p. 35 n. 435, tav. V, 17
(lucertolone, serie IX, 1332/II-1348/I).
474 L’esemplare appartiene alla collezione Bernocchi.
475 Si veda in merito Travaini, Broggini 2016. L’esemplare è illustrato a p. 103, n. 65 (palma con due fioretti, 1315/II-1325). È possibile ap-
prezzare l’ottimo stato di conservazione della moneta, caratteristica coerente con una datazione al 1348/II che lo identifica come il fiorino di
Firenze più recente del ripostiglio.
476 Bernocchi I, p. LVIII.
477 Si veda la nota a cura di A. Montagano per l’esemplare del catalogo d’asta Pandolfini, 1 giugno 2017, cat. 26.
478 Il segno è descritto in CNF, tav. V, 18.
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