Page 207 - Bollettino di Numismatica n. 61-62 2024 Nuova Serie
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I primi 100 anni del fiorino d’oro di Firenze (1252-1351)                           Parte II



                         emissioni di fiorini databili in base allo stile al periodo 1315/II - 1325 esiste, però, un segno che presenta
                         alcune similitudini, rappresentato come una croce trifogliata . L’esame degli esemplari censiti ha per-
                                                                               443
                         messo di individuare un’identità di conio del dritto di una di queste monete con un fiorino del 1323/II
                         con segno “coppa con gambo aperto”, rendendo quindi estremamente probabile la sua identificazione
                         con il segno del 1323/I descritto nel Libro della Zecca come crucis compassate .
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                         1326/II – Vomere (vomeris)
                         Lapo di Giovanni Bonaccorsi










                             Sono attribuibili a questo semestre anche i fiorini con segno pala senza manico classificati nel CNF
                         come emissione di maestri di zecca sconosciuti datata genericamente al periodo del fiorino stretto (1252-
                         1421) . È probabile che appartenga a questo semestre anche l’esemplare con segno descritto come punta
                              445
                         di freccia nel CNI XII, non più verificabile poiché all’epoca in collezione privata e oggi non rintracciabile .
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                         1330/I – Cedro con due foglie (cedorne cum duabus frondibus)
                         Tano Chiarissimi









                             Gli esemplari descritti con questo segno in CNI XII e CNF appartengono all’emissione con il segno
                         “mela” (1270 ca. - 1285 ca.) del Periodo dei maestri di zecca sconosciuti . Il segno mostra forti somiglianze
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                         con quello noto in un’emissione di fiorini databile sulla base dello stile al periodo 1326/I - 1332/I e descritto
                         nei repertori di classificazione come grappolo con foglia . Lo stile è coerente con le emissioni di questo
                                                                         448
                         periodo e la cronologia è confermata anche dal ritrovamento di alcuni esemplari nei ripostigli di Zalewo in
                         Polonia e di Limburg an der Lahn in Germania, le cui date di chiusura sono rispettivamente 1335 e 1338.
                         Restano alcuni dubbi relativi alla forma del segno, soprattutto se confrontato con l’altro segno di un cedro
                         descritto nel Libro della Zecca (senza disegno) e relativo all’emissione di quattrini del 1335/I . Si tratta però
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                         dell’unico segno assegnabile a questo periodo di cui manca una precisa identificazione e di cui sembra pro-
                         babile l’attribuzione al 1330/II grazie anche alla recente scoperta del ripostiglio di Stammham (Germania).





                         443   CNI XII, p. 98 n. 667 e n. 669 (croce trifogliata, 1303-1422); CNF, p. 32 nn. 375-381, tav. V, 5 (croce trifogliata, 1315/II-1325/II).
                         444   Si tratta di un esemplare con segno “croce compassata” conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna e di un esemplare del 1323/II
                         appartenente alla Collezione di Vittorio Emanuele III di Savoia, oggi al Medagliere del Museo Nazionale Romano.
                         445   CNF, p. 45 nn. 515-517, tav. VII, 12 (pala senza manico, serie XX, 1252-1421).
                         446   CNI XII, p. 93 n. 611 (punta di freccia, 1303-1422), collezione Del Vivo.
                         447   Si tratta delle monete descritte in CNI XII, p. 34 n. 211 (cedro con due foglie, 1330/I) e CNF, p. 155 nn. 1369-1370, tav. XVI, 10 (cedro con
                         due foglie, 1330/I).
                         448   CNF, p. 34 nn. 400-404, tav. V, 12 (grappolo con foglia, serie VIII, 1326-1332/I).
                         449   CNF, p. 165 n. 1426, tav. XVI, 28. Il disegno del segno in CNF differisce da quanto osservabile sulle monete per la presenza di una seconda
                         foglia.


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