Page 92 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti










                LETTERA 33

                Al Sig.r Camillo Pistrucci
                Per ricapito
                Caffè in piazza di Pietra
                Roma
                                                                                             16 maggio 1841 Londra
                Car.mo Fratello,
                il giorno 26 Aprile ricevemmo la tua penultima e questa tua ultima ci prevenne il giorno 1° del corrente: a nessuna
                delle due ti è stato risposto subito per poterti dare un risultato di qualche cosa come sentirai.
                Sentiamo con piacere che stai meglio anzi che sei quasi guarito, ma vorremmo poter sentire quest’altra volta che
                lo sei perfettamente. Tutti noi, grazie a Dio, stiamo bene in salute. Lo stato nostro per tutto il resto non è ancora
                migliorato, ma le speranze per altro in questo momento sono molto più forti che pel passato. Ti do ragione se
                ameresti di poterti trattenere lungo tempo sulla nostra lettera, ma dirti tutto è impossibile perchè non bastereb-
                bero risme sane. Ti dirò dunque per quanto potrò. A furia di cercare di tormentarci, d’insultare, Papà costrinse
                finalmente povera Elena una mattina a rispondergli che ci era vero che avevano ricevuta una tua lettera. Non
                puoi figurarti da quanto tempo era che batteva questo punto, e non lasciava loro più un momento di pace perchè
                esse non volevano confessargli che noi avevamo ricevute altre tue lettere dopo quella che venne a casa. Saputo
                che l’ebbe poi replicò la sua cattiva maniera e fino a questo punto non ha fatto che ingiuriarla ed ingiuriare noi
                tre specialmente noi che andiamo così d’accordo nell’ordire chi sa quale congiura perchè non ha potuto ottenere
                obbedienza da noi ai suoi diritti di Padre (sarebbe meno vergogna per lui che non contaminasse più quel nome
                così sacrosanto) di consegnargli la lettera suddetta al momento ch’egli l’ha richiesta.
                Per evitare una spiegazione tanto è imposibile la sua condotta che mandò qui l’uomo dello studio a fingere
                amicizia, che con Raffaele c’era stata grande per l’addietro, per procurare di avere la lettera: Raffaele gli
                mandò in risposta che non intendeva quale voleva. Oh Dio che bisbiglio quando così seppe ch’erano più di
                una, che casa del Diavolo! quando s’avvide delle [...]: E bene non avranno più un soldo da me, mai più, mai
                più; questa è la condanna che c’è uscita. Ti assicuro che desideriamo che la mantenga, come ha fatto finora,
                perché così troveremo più sapore in quello che mangiamo, ma dove mi va la testa? quello che ha rimediato
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                Raffaelle con le conchiglie o qualche bustino del Duca , la ghinea che ricevo io la settimana non sono tutti
                quatrini che abbiamo levato a lui e leviamo tottora? Ma si da di peggio? Egli ci ha messi al mondo, ci ha dato
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                le braccia; ma senza di lui quell’Architetto  non mi avrebbe preso, Raffaelle non avrebbe potuto lavorare;
                dunque la ghinea vien da lui, qualche invidia Raffaelle l’ha da lui; anzi quando morisse (che Iddio lo faccia
                campare altri cento anni) e noi sopravivessimo ci lascerebbe in eredità col lavoro delle braccia. Poco dopo
                che ti scrivemmo standogli tutte appresso che Raffaelle spasimava con un piede per un callo sdegnato che in
                principio credavamo di peggio e che non aveva come poterselo far curare, si mosse a mendicare cinque lire
                nell’occasione che detti via il cane e come ti dirò adesso, due delle quali se ne andetero pel piede perché
                così resta pagato per un anno il callista e le altre tre ci sono servite per andare avanti finché sarò stato pa-
                gato io e Raffaelle ha potuto rimediare un’altra lira con la vendita di altri due bustini. Non aveva però avuto
                luogo l’altra scena in cui egli fece simile protesta che però non voglio mantenere per non essere al procento
                di fargliene fare un’altra nuova nel rimandargli indietro qualunque cosa ci offriva. Dal terzo dell’anno sono
                state colle due nominate dieci lire e mezza che ci ha mandate, eppure è andato dicendo che dalla prima in
                cui venimmo via ci assegnò una lira a testa la settimana e che gli costiamo perciò collo stare lontani il doppio
                e che cerchiamo di metterlo in mezzo ad una strada. La lira la settimana, anzi una ghinea l’ha assegnata a
                quella porca bugiarona. Vuoi sapere di questa e se seguita a trattarla? Quello che ti posso dite è che almeno
                adesso non ha la sfacciataggine di tornare a casa e di raccontar poco meno quello che gli è successo da noi







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