Page 90 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti



                presto, se ci vuol vedere, non ho potuto capire niente di queste affare. Spero che presto ci scriverai dirigendo la
                lettera alli fratelli perché di questa lui non sa niente. Quando scrivi a Nina salutala da parte mia e dille che dia
                un bagio a quelle bimbe. Noi presto abbiamo da scriverle avendoci promesso Papà che vuol scriverle anche lui,
                e così tardiamo, per indurlo a far questo. Se vedi Nena Toni dille che io sto in colera con lei avendo scritto che
                son più di tre mesi, e non aver avuta mai risposta. Salutali tutti li parenti e vorrei sapere come sta quello della vita
                durante. Mi dimenticava di dirti che jeri facemmo Pasqua molto allegri essendo noi quattro soli, e non potevamo
                levarsi dalla mente la cagniara che fu fatta due anni fa, e Mammà non si sapeva dar pace di quella pizza che ci
                mandò il tuo amico Toni.
                Camillo mio non crederai quella parafina d’acqua d’odore che mi desti quella sera che partii da Roma, la tengo
                sempre con me essenda l’unico ricordo tuo che ho. Elisa mi ha detto che quella ghianda di pietra che ti detti si
                ruppe ma avendo il mio ritratto non è stato un gran danno.
                Ti mando mille e mille bagi e credimi tua. am.ma sorella
                Elena

                Camillo mio
                poco passo scriverti perché Papà sta allo studio solo, e ho preso questo contratempo per farlo dicendogli che
                mi bisogniava qualche cosa e così sono venuta a casa. Camillo mio non ti posso dir altro se non che ti abbi cura
                quanto più poi e spero presto di sentire che stai in perfetta salute. Ti do mille e mille bagi e credo che non ti sarai
                scordato di me; ti abbraccio e credimi pure la tua am.ma sorella Elisa

                Car.mo Fratello,
                L’ultima tua lettera ci dette molto dispiacere. Non ti dica quanta pena ci fece il sentirti ch’eri malato da qualche tempo
                e che t’eri cavato sangue e messo un vescigante; vogliamo sperare che al presente stai meglio, ed aspettiamo anziosa-
                mente un’altra tua per sapere di te ulteriori notizie. A questo proposito ti prego di farci sapere circa la tua salute sempre
                e la verità, come faremo noi con te: ora e mai come nella passata dovevi darcene non buone nuove, allora ripeto più
                spesso la tua lettera dopo la prima per non farci vivere lungamente incerti finché possa scrivercene una del tue perfetto
                ristabilimento. Questa fu la cosa con te che ci dai, questo più di ogni altro; ma non però che la novità della tua letera
                in tutto il resto non ci rammaricasse pena. Scrivi una lettera e diciti il vero, un poco curiosa e come la dovesse essere
                di risposta a una mia non [...] da fratello, e con tutta la schiettezza. Ti lagni poi meco che non ti ho mai annunciato le
                tue dal momento che le ho incominciato a ricevere e queste non è vero: ti diveva in una mia passata di avere ricevute
                tutte le tue lettere che mi avevi annunciate e nelle seguenti se badi bene ti avrò sempre parlato di qualche cosa da cui
                potevi intendere io averle ricevute. Tu hai fatto benissimo a ripetermele tutte di mano in mano, e dal mio silenzio sulla
                mancanza di una qualunque tua, potevi ricavare benissimo, e quelle tutte per giunte.
                Basta d’ora in avanti e se così vuoi ti metterò pure il giorno che le ricevo. Ti lamenti che non ti rispondo a tuono a
                quello che mi chiedi. Davvero sono andato a rileggere le tue ultime e niente vi trovo di cui tu mi faccia dimanda.
                Ci siamo strologati il ciarvello per indovinare che cosa intendessi averci domandato, ma senza dati sufficienti non
                abbiamo potuto concludere niente di certo. Un dato per noi l’unico che abbiamo potuto rimediare è la lagnanza
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                nel p.s. che non ti eri potuto accostare per quei lavori che dipendevane da Canina  e che non eri potuto più
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                andare da zio Clemente . Ma dimmi Camillo ci ho alcuna colpa? Mi ricordo che ti scrivissi volerti in una seguente
                parlare e di Canina e di Zio, ma in che momento? Quando credavamo che la nostra armonia sarebbe andata avanti
                con Papà. E perché te ne scrivissi? Appunto perché so quanto fastidio dava a me una tal cosa e desideravo tu
                avessi in Roma non altri che amici. Se non ho potuto eseguire quello che avrei voluto, la colpa non è mia; non ne
                ho mai deposto il pensiero però e neppure presentemente; e vedendo che la cosa non possa riuscire non tarderò
                un momento come non avrei fatto allora a fartene sapere un risultato.
                Qualche sconcerto deve ben portare la nostra violenta separazione e l’inquietudine che ancora ci rifà sentire. E
                rapporto a zio Clemente? Ti prego di fargli le mie scuse nel modo che ti fosse sembrato più conveniente per non
                avergli a raccontare tutto l’accaduto. A forza di domandare ho saputo dove andare a ricercare quell’istrumento ma
                ho saputo ancora che ci vorranno trenta e quaranta scellini; questo non basta; non ho avuto mai alcuna occasione,
                che tanto forse se l’avessi avuta, e a rischio di restare senza noi, avrei fatto tutto per impiegare ivi quello che ci vo-
                leva. Anche in rapporto a lui, ti dico, che avendone l’occasione e li quattrini puoi star pur fidato che lo contenterò
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                il meglio che potrò. Anche Azzurri , anche Cavalieri mi pregarono per qualche cosa e nessuno ancora ho potuto





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