Page 91 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
contentare. Ti assicura che ci rincresciuta assai la perdita ch’avrai forse fatta per la nostra discordia ma non mi pare
che sia dipeso da noi ma da un maledetto destino col quale dobbiamo ancora combattere. Mi accusi per ultimo che
non ti scriviamo spesso: già perché ti abbiamo molte volte scritto due volte dopo una tua, è forse che nella seconda
hai trovata una lettera un poco fuor d’ordine, ma poi non combinammo insieme di far botta e risposta? Concludiamo
dunque che per l’avvenire saremo più diligenti nell’annunciarti le tue e che ricevutena una subito ti risponderemo;
pel resto farò quello che sarà in me di poter fare. Ti abbiamo sempre data la direzione volta per volta, appunto per
essere più sicuri di riceverle, e questo devi aspettare in ogni nostra prima di risponderci, vedi che in questo modo
non ce n’è fallita alcuna. Capisci che ho principiato a diffidar tanto di tutti, dopo quella piccola bagatella della lettera
mandata a casa che fu il principio di tutto quello che venne in seguito, che non voglio prevalermi di alcuno ancora,
perché da nessuno ancora ho quella confidenza necessaria a tal uopo. Alla Posta non sono sicure nè con nome
fittizio perché ora vogliono vedere il passaporto, ora no. Zio è buono buonissimo con noi ma ha un carattere tanto
volubile che non te lo abbiam voluto mai fissare per recapito se non che a riprese.
E venendo alle cose nostre, non posso dirti niente di positivo, perché niente è accaduto niente di risultato. Quella
Signora io non la conosco ancora ma la conoscerò, spero, ben presto. Più circostanze ben calcolate hanno voluto
che ci regolassimo come abbiamo fatto che cioè una sola lettera le fu scritta nel cambiarci di casa, e non altro. Ne
ci pentiamo presentemente di come andata la cosa. per tutti li riflessi: ed un silenzio in noi ha operato più che
non avrebbero fatto le accuse, essendo questo stato motivo di maggior rimprovero per lui. Nella seguente se ci
sarà di nuovo qualche cosa, che facilmente ci sarà, ti dirò tutto. Mammà mi ha detto che ti avvissassi di non far
vedere niente in una letera che scrivessi in Zecca, ch’esse ti hanno scritto; ma anzi scrivendo lagnati fortemente
che le medesime non le abbiano fatto. Che vuoi se stiamo inquieti noi due esse non burlano e se si regolano così
sono compatibili: d’altronde sanno che le loro notizie non ti mancano per parte nostra. Addio salutaci Seni e tutti
gli amici: quelle ti raccomandiamo, con Nina e Pippo; ricorderai anche alla povera Balia che ci è stata sempre
tante fedele. Raffaelle ti saluta e non scrive per mancanza di luogo
Tuo aff.mo Fratello
Federico
(Little Town Street n. 2 City)
1 Luigi Canina (1795-1856), architetto (BranCadoro 1834, p. 59: cav. accademico
di merito di S. Luca; DBI, 18, 1975).
2 L’architetto Clemente Folchi, fratello di Barbara Pistrucci (lettera 14, nota 2).
3 Quasi certamente l’architetto Giovanni Azzurri (1792-1858), allievo di
Raffaele Stern, uno degli esponenti del neoclassicismo romano. Tra le sue
opere: il Casino del Bosco Parrasio alle pendici del Gianicolo, Palazzo
Galitzine e Palazzo Guglielmi a Civitavecchia; diresse il restauro del mosaico
barberiniano di Palestrina (BranCadoro 1834, p. 59; DBI, IV, pp. 782-784;
inCiSa della roCChetta 1979, pp. 71-72, n. 275; p. 211, fig. 218). Il nipote
Francesco Azzurri (1831-1902) ricorda che Federico Pistrucci fu allievo dello
zio (azzurri 1887, p.14).
Fig. 24 - Roma, coll. Andrea Busiri Vici.
Ritratto di Clemente Folchi,
matita su carta.
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