Page 84 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
capitano, chi non hanno veduti mai i colossi del bello. Circa due settimane in dietro ebbi occasione di discorrere
a lungo con Elena; dopo avergli fatto riflettere su tante cose che poveretta stordita dalle sue continue chiacchere,
pareva che si fosse dimenticata, si fermassimo su di quella; che vedessi in che stato mi aveva ridotto quello che
mentre provava di divertirla, e nello stesso che la bacia, gode di vedere i fratelli suoi si buggerati; quando gli
capitò l’occasione gli parlò di me e dello stato in cui mi aveva ridotto; che essendo andato allo studio qualche
giorno doppo il suo amico e avendogli detto che gli avevo portati i bustini e parlato delle conchiglie, gli soggiun-
se, ma perché Raffaelle non prova da qualche scultore se lo volesse prendere per lavorare al quale esso rispose
che Elena gli aveva detto quando intese questa voce che ci era ignota, che ci sarei andato ma che badasse che se
trovavo qualcuno che mi avese richiesto perché mio padre non mi avesse a lui raccomandato, di dovergli portare
qualche ragione che non gli sarebbe troppo piaciuta che gli disse dirò, in […] non so neppure a chi devo dirig-
gerlo e che nol voleva impicciarla mi avrebbe un gran favore e Mr. Hamilton gli disse di si e pure a chi mi avreb-
be proposto; ma ancora non so niente e Federico voleva scriverti ma gli ho detto che non ci avevo carta […]
Mille baci i tuoi aff.mi Fratelli
Raffaele e Federico
Caro Figlio,
ti scrivo dalla cammera delli due poveri figli giaché mi è riuscito di venire qui per scriverti queste due righe,
già sarai informato dai tuoi fratelli raporto al nostre tante sciagure che abbiamo provate e che presentemente
passiamo con questo Omo se tale nome si puole chiamare, ti assicuro caro figlio che non ti ho scritto prima
perché non volevo affligerti più giaché ti assicuro che non so se sono più afflitta e che continuamente riceve
affronti ingiusti più di quelli che ricevo continuamente io senza contare il passato che posso dire al presente
ancora subito che si seguita a mantenere quella con il figlio, Vittoria con il figlio e io poveretta non solo mi
tiene come le carcerate mi conviene stare tutto il giorno nel droirume che li dorminino li si mangia e dopo la
colazione se ne va al studio con le due ragazze e sino al sette non tornano più a casa dove pranziamo e torna-
no al studio sino al uno o le due ed io devo stare tutto il giorno e sera chiusa perfino le persiane non vole che
si tirano su e la mia compagnia è un gattino o fegurati se ho il tempo abbastanza di pensare alla mia disgrazia
e piangere dalla mattina alla sera e se tutto questo giovasse non sarebbe niente ma quelli momenti che sta in
casa trova sempre da leticare o incomincia a sospirare per quella che stava tanto confortabile e che il diavolo
lo tento di venire in Roma sospira se non gli puole mandare prontamente la lira la settimana che sappiamo noi
o attaca dicendo tutto quello che si puole dire di male di due briconi e alle volte ci sei anche tu per il terzo
o incomincia con me che sono troppo vecchia che sono ridotta tanto male che è impossibile che lui dopo 16
anni che se le [...] e che ha goduto con queste giovene e belle possa pensare di fenire la vita sua con me e che
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per questo Sig.ra Barberuccia mia ancora mantengo Anna con il figlio perché forse chissà non ci riuniremo un
giorno e che ringrazia Iddio che non la fa venire in casa [...] ma se le ragazze alle volte hanno provato di dirgli
qualche cosa dal studio le risponde lo stesso e le dice che nessun creda che lui venne in Roma per riabracciare
me ma venne per li figli e particolarmente venne per Elena che quando intese dal Fonditore della Zecca che ci
fu a trovare con la sposa che li disse che Elena era tanto bella giovene a lui li prese la mania di vederla ma mai
sarebbe venuto per me, mi ha detto ancora che se lui mi tratta così male non mi puole trattare meglio perché
aveva dato parola di onore a Anna che con me non ci sarebbe più tornato a stare insieme e per questo non sarà
mai che mi vederanno mai sortire con lui e per questo non mi ci vole in casa con lui che voi altri tre baroni e
cetera vedendo che io mi ero invecchiata con questi incomodi di questi unori al petto avete detto fra voi altri
apogiamola un poco a lui prima che diventi peggio e che tu ci ai mandato qui a noi per la paura che o lui non
mandasse più denari o se avesse da morire mi resta la madre, le due sorelle con questi due vagibondi; questi
sono li discorsi che fa sempre o dimmi un poco figlio mio se che vivere si chiama questo ti assicuro che quan-
do viene il momento di andare a letto con un omo simile mi deciderei a mettere più volentieri in sepoltura.
Figlio mio e la maniera che ha trattato questi poveri due figli che non li ha voluti più ne vedere ne possiamo
neppure discorrere tra noi in casa perché non vuole sentire nomonare ove se sentiva venire una lettera per la
posta e se ne parla dice che siete tre suoi assassini e che nessuno delli tre vedrete più ne li suoi caratteri ne
la sua faccia che quando sarà morto li sputerete in faccia non vole sentire ne pietà ne compassione per questi
due poveri infelici, io sono venuta qui di nascosto suo e se lo saprà tanto sara a sentire due urlacci e ingiurie
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