Page 526 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Gianni Bulian
L’impostazione scientifica di Silvana Balbi era infatti quella di far comprendere
la realtà storica che ha prodotto le monete, i costumi dei popoli che le hanno usate,
il costo del lavoro della terra e delle abitazioni, il valore delle merci ma anche degli
oggetti di lusso, le tasse, i sistemi di riscossione del denaro, il deposito, l’usura. Ma
anche la moneta come strumento di propaganda e prodotto artistico. Quindi i soggetti
monetari dovevano essere associati a una serie di documenti tratti da ambiti artistici
e storici che ne svelassero il significato e l’esposizione doveva poi essere completata
dalla ricostruzione delle tecniche di produzione nel mondo antico, medievale e mo-
derno. Altre sezioni sono state dedicate ai prezzi di merci e servizi e ai prodotti di
lusso, tra cui alcuni corredi funerari particolarmente ricchi e significativi, come quello
della mummia di Grottarossa col suo sarcofago, la cui esposizione è stata arricchita
dagli esiti degli esami specialistici condotti sui resti mummificati.
Le scelte progettuali
Il progetto di allestimento del Museo Numismatico ha tenuto conto delle esigenze di
flessibilità e di possibilità di modificazione, di integrazione dei contenuti ancor più neces-
saria nel caso di un’esposizione numismatica in cui l’oggetto esposto per le sue dimensioni
è poco leggibile per sua natura, ma ancor di più per i suoi contenuti che, come abbiamo
visto, spaziano dal campo politico, a quello storico, artistico, economico e sociale.
Tutto ciò portò a definire una “strategia espositiva” del tutto particolare che è stata
completamente condivisa dalle curatrici scientifiche Silvana Balbi e Gabriella Angeli
Bufalini e che vedeva affidata la narrazione all’uso preponderante dell’immagine grafi-
ca, fotografica, multimediale, integrata da plastici, carte a rilievo estremamente utile per
l’attività didattica e di comunicazione del museo: naturalmente fondamentale è stato il
contributo della multimedialità , nel costruire una “narrazione visiva” (ispirata dalle cu-
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ratrici dal punto di vista scientifico), che si sposava nella zona espositiva principale con
l’allestimento museografico progettato.
La situazione “difficile” di partenza - lo spazio espositivo assegnato al Medagliere del
Museo Nazionale Romano si trova al di sotto della corte principale del Palazzo ed è quin-
di completamente “cieco”, privo di ogni illuminazione naturale - venne risolta facendo
sì che i lati lunghi della sala principale diventassero, al di sopra delle vetrine espositive,
schermi continui su cui proiettare immagini che “contestualizzassero” i materiali esposti,
in molti casi ingrandendoli per farne percepire i dettagli normalmente non visibili, esal-
tando così la grande qualità artistica del modellato e accrescendone le qualità espressive.
Le stesse grandi vetrine verticali a “leggio” che definiscono i diversi ambiti dell’e-
sposizione, nella realizzazione iniziale erano attrezzate con lenti di ingrandimento,
comandate elettricamente per poter scorrere al di sopra delle monete esposte, con-
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sentendo anche in questo caso una migliore percezione dei dettagli (Fig. 1).
Affidata alla perizia tecnica e creativa di Roberto Creton.
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5 Nel 2015 venne imposta la rimozione di quelle lenti, la cui manutenzione risultava troppo onerosa.
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