Page 521 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Tutela e valorizzazione del patrimonio numismatico nazionale
il giorno successivo il Presidente Fanfani ricevette Solaro del Borgo che lo informò
del desiderio di Umberto; Fanfani nello stesso giorno contattò personalmente il Pre-
sidente della Repubblica Sandro Pertini che concordò sulla necessità di agire con la
massima sollecitudine e a tal fine mise a disposizione il DC9, l’aereo presidenziale,
per il trasporto delle due cassette dalla Svizzera a Roma.
All’insegna della necessità di mantenere la massima segretezza fino al deces-
so di re Umberto, per compiere la missione in Svizzera vennero coinvolti alcuni
funzionari di palazzo Chigi, la professoressa Silvana Balbi de Caro, l’Ambasciatore
italiano a Berna e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.
All’epoca chi scrive ricopriva la carica di avvocato dello Stato addetto alla Pre-
sidenza del Consiglio dei Ministri; venni incaricato di recarmi a Losanna per adem-
piere a tutte le operazioni di carattere notarile, necessarie per formalizzare la resti-
tuzione delle due cassette. A Palazzo Chigi nei giorni che precedettero il viaggio
in Svizzera, fissato per il 22 febbraio 1983, si avvertiva un clima di costante, forte
tensione perché le condizioni di salute di Umberto erano in continuo, progressivo,
sempre più grave peggioramento e pertanto incombeva il timore che un eventuale
decesso prima della formalizzazione della restituzione avrebbe comportato auto-
maticamente l’effetto di attribuire agli eredi tutti i diritti, ivi compresa la facoltà di
decidere diversamente sulla sorte delle monete contenute nelle due cassette, relati-
vamente alle quali l’acquisizione allo Stato e la riunione con il resto della Collezione
nel Medagliere del Museo Nazionale Romano potevano ritenersi, con ogni probabi-
lità, fortemente pregiudicate e forse definitivamente compromesse.
Con questo particolare stato d’animo, alle prime luci dell’alba di martedì 22
febbraio 1983, una serena ma fredda e umida mattinata romana, all’aeroporto di
Ciampino gli incaricati della delicata operazione salirono sul DC9, l’aereo presiden-
ziale diretto a Ginevra, dove avrebbero trovato le autovetture predisposte dall’Am-
basciata per recarsi a Losanna.
In aereo l’atmosfera si mantenne costantemente tesa e preoccupata; né valse
a risollevare gli animi dei presenti l’inaspettata, generosa iniziativa dei piloti, che
ci invitarono ad ammirare dall’alto, direttamente dalla cabina di comando, lo stu-
pendo panorama della bianca e immacolata cortina delle Alpi che si attraversano
per raggiungere la Svizzera. L’aereo presidenziale atterrò all’aeroporto della città di
Ginevra avvolta nella nebbia, sotto un cielo plumbeo; il gruppo in macchina rag-
giunse rapidamente Losanna e si recò al Credit Suisse dove era atteso e dove venne
accolto con corretta, dignitosa, un po’ fredda cordialità. Disceso nel caveau della
banca, procedetti all’esame delle due cassette, che presentavano regolari chiusure;
le cassette vennero sigillate e si procedette quindi alla redazione dell’atto formale di
consegna allo Stato italiano delle cassette, che sarebbero state portate a Roma per
essere trasferite alla Caserma del Reparto Operativo dei Carabinieri di via Garibaldi,
dove sarebbero state custodite in attesa di procedere alla loro apertura, che poteva
essere effettuata solo dopo la notizia del decesso dell’esule sovrano e alla presen-
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