Page 518 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Raffaele Tamiozzo







                            gno, con richiamo anche alle osservazioni e alle valutazioni, espresse dalla scienza
                            numismatica sul Corpus in passato fin dal suo primo apparire, di particolare interes-
                            se si sono rivelati gli approfondimenti sul valore di documento dell’oggetto moneta,
                            trattato dal CNI, con riferimenti utili alla storia politica,  dell’economia e dell’arte:
                            in realtà il Corpus, che  non si era sottratto in passato anche a valutazioni non del
                            tutto positive, ha rappresentato un insostituibile strumento di lavoro per tutti coloro
                            che si occupano di numismatica perché, fra l’altro, è unanimemente riconosciuto
                            come un importante catalogo delle emissioni monetarie in Italia, relative al periodo
                            medievale e moderno, che consente di avere una visione unitaria delle diverse fasi
                            storiche e realtà politiche che si sono avvicendate nel nostro Paese.
                                 Un altro significativo aspetto fa diretto riferimento alla  massiccia entità, anche
                            in termini solo numerici, dei beni numismatici compresi nella Collezione, che avreb-
                            be intimorito chiunque, ma non Silvana Balbi de Caro, che ne affrontò lo studio non
                            solo come valente numismatica, ma anche come sensibile scienziata archivista nei
                            momenti in cui si dedicava ad analizzare e approfondire il valore della complessa
                            documentazione d’archivio relativa, in particolare, alle storiche vicende di cui era
                            stata protagonista la Collezione durante il quinquennio relativo alla seconda guerra
                            mondiale e soprattutto nell’ultimo biennio di belligeranza (1943-45), nel corso del
                            quale, racchiusa in semplici casse di legno, ebbe a subire vari e drammatici spo-
                            stamenti (alcuni anche in territori controllati dalle forze armate germaniche) e altre
                            vicissitudini che l’hanno costantemente esposta a rischi di distruzione e dispersione
                            (solo per una sorta di benigna volontà del destino l’unico danno, concretamente
                            subito, e storicamente documentato, è stato quello di alcuni parziali furti e, relativa-
                            mente modeste, dolose sottrazioni).
                                 A quelli sopra indicati un ulteriore grande merito va ascritto alla intensa attività
                            svolta da Silvana Balbi de Caro per la tutela della Collezione Reale: e qui non si
                            vuole far tanto riferimento al suo impegno di studio, conoscenza e insegnamento
                            accademico del valore dei beni culturali, quanto alla sua altrettanto intensa ed en-
                            comiabile attività di Soprintendente, pubblico funzionario preposto alla tutela, alla
                            protezione e alla valorizzazione dei nostri beni culturali.
                                 Un  particolare  apprezzamento,  infatti,  meritano  l’intento  e l’impegno  da lei
                            coltivati senza sosta né affievolimento nel corso della sua attività per raggiungere
                            l’obiettivo della ricostituzione e del completamento della  Collezione Reale con la
                            restituzione, da parte di Umberto II di Savoia, divenuto Re a seguito della abdicazio-
                            ne a suo favore, pronunciata dal padre Vittorio Emanuele III il 9 maggio dell’anno
                            1946, di due casse di monete contenenti i pezzi che Vittorio Emanuele, partendo
                            per l’esilio in Egitto, aveva trattenuto (rilasciandone regolare ricevuta alla Presiden-
                            za del Consiglio, destinataria per lo Stato italiano della donazione dell’intera Colle-
                            zione) e  portato con sé, adducendo a motivo il mero scopo di poterne riordinare
                            la catalogazione.


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