Page 520 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Raffaele Tamiozzo
Si collocano alla fine degli anni ’70 dello scorso secolo, importanti, concrete e
fattive iniziative di Silvana Balbi de Caro, alle prime esperienze di brillante giova-
ne funzionaria archeologa del neonato Ministero per i Beni Culturali e Ambientali,
finalizzate ad attivare contatti informali per coinvolgere, sul problema della resti-
tuzione delle due casse, i collaboratori diretti di Umberto, che ne confermarono
sia il possesso, da parte dell’esule Re, sia l’assicurazione che il deposto sovrano
avrebbe rispettato il desiderio del padre di trasferirle in Italia, beninteso quando le
condizioni politiche non fossero risultate ostili alla consegna. La volontà di ottenere
da re Umberto la restituzione all’Italia delle due casse si mantenne costantemente
viva nella mente di Silvana Balbi e si intensificò l’appassionato impegno per la loro
valorizzazione, in particolare, a partire dall’anno 1995, epoca in cui si decise il tra-
sferimento del Medagliere romano a Palazzo Massimo.
I complessi e impegnativi lavori di allestimento delle sale espositive, per garan-
tire al meglio la fruizione e valorizzazione delle collezioni numismatiche, furono
diretti da due curatori scientifici, Silvana Balbi de Caro e Gabriella Angeli Bufalini,
anch’essa valente funzionaria archeologa, esperta numismatica del Ministero della
Cultura, che fra i suoi compiti istituzionali ha anche raccolto e prosegue l’eredità
scientifica e morale di Silvana Balbi nella prestigiosa veste di Direttore del Me-
dagliere del Museo Nazionale Romano. Conclusi i lavori di allestimento, venne
solennemente celebrata, nell’estate dell’anno 1998, l’apertura delle sale del Museo
Numismatico in cui erano esposte le monete.
Poiché la condizione posta per la restituzione delle due cassette residue (e cioè
quando le condizioni politiche in Italia lo avessero permesso) tardavano a verificar-
si, solo a causa delle condizioni di salute di Umberto ci fu una forte accelerazione
delle iniziative che portarono alla soluzione della storica vicenda.
Nell’agosto dell’anno 1982 la malattia di cui soffriva il Re si aggravò notevol-
mente, tanto da imporne il ricovero a Londra. Il marchese Fausto Solaro del Borgo,
confidente e consigliere di Umberto, che da lui era stato sensibilizzato al proble-
ma della restituzione allo Stato italiano delle due cassette di monete facenti parte
della collezione di Vittorio Emanuele, che si trovavano conservate in Svizzera nel
caveau del Credit Suisse di Losanna, ricorda che in Italia molti simpatizzanti per il
Re in esilio avevano sollecitato al Governo l’emanazione di un provvedimento per
consentirgli di morire in Italia; in tale situazione tuttavia re Umberto aveva chiesto
al suo consigliere di non attivarsi con proposte di restituzione, nel timore che tale
iniziativa potesse apparire come un gesto legato all’ipotetico rientro dall’esilio.
Nel mese di febbraio del 1983, considerata la posizione nettamente contraria
alla restituzione da parte di tutti gli altri membri della famiglia reale, Umberto le
cui condizioni di salute andavano peggiorando, decise di attivare una iniziativa, del
tutto riservata, per realizzare il suo desiderio. Il 18 febbraio il marchese Solaro del
Borgo espose il desiderio del Re al Ministro del Turismo in carica, che gli assicurò
di informarne in via riservata il Presidente del Consiglio, senatore Amintore Fanfani;
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