Page 524 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Raffaele Tamiozzo







                            le due cassette consegnate da Umberto venne calcolato secondo i criteri economici
                            dell’epoca (anno 1983) in venti miliardi di lire; l’intera Collezione donata da Vittorio
                            Emanuele all’Italia venne valutata in una cifra superiore ai cento miliardi di lire.
                                 Per effetto dell’intenso coinvolgimento, vissuto come artefice e diretta prota-
                            gonista della restituzione delle due cassette di monete appartenenti al Medagliere
                            reale e consegnate allo Stato italiano (Fig. 1) dopo una serie di vicende complesse
                            e articolate, che  hanno visto il coinvolgimento, sul piano propositivo, diplomatico
                            e operativo, di un Re esule, dei suoi consiglieri, di un Presidente della Repubblica,
                            di un Presidente del Consiglio e di personalità del massimo livello istituzionale della
                            pubblica Amministrazione, non sembra potersi seriamente dubitare che Silvana Bal-
                            bi de Caro abbia trovato una sua indiscussa, precisa collocazione nella storia della
                            tutela del patrimonio culturale del nostro Paese.

       Figura 1 -- Le due
       casse che contenevano le
       monete di Casa Savoia
       consegnate al Medagliere
       del Museo Nazionale
       Romano di Roma il 28
       marzo 1983 dal reparto
       operativo della Legione
       Carabinieri, Roma













                                 Tuttavia, di fronte a un simile, formale, doveroso riconoscimento che in tal senso
                            le fosse direttamente rivolto, non v’è dubbio che Silvana Balbi, nel ringraziare per l’at-
                            tenzione riservatale, non mancherebbe di schermirsi con un signorile, garbato sorriso
                            come era nel suo stile, nella piena consapevolezza che la precisa e salda collocazione
                            storica del suo lavoro non nasce e non può collegarsi solo ad un semplice, sia pure
                            importante e significativo episodio della sua intensa e brillante attività professionale:
                            in effetti lei aveva già acquisito da tempo i meriti per entrare nella storia, con la sua
                            profonda raffinatezza di studiosa, la sua cultura, la sua competenza e il suo costante
                            impegno operativo nella tutela, tutte qualità delle quali le brevi riflessioni contenute
                            in queste pagine intendono offrire una modesta testimonianza.










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