Page 508 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Franca Maria Vanni







                            divenne proprietaria anche della quota di maggioranza che Pietro Augusto Adami
                            fu costretto a vendere per difficoltà finanziarie. Costui, infatti, nel 1860 aveva dato
                            in pegno le sue azioni alla banca diretta da Luigi Bolmida, tra le fondatrici della
                            Banca di Torino, successivamente divenuta Banca Nazionale degli Stati Sardi, e si
                            era impegnato in un prestito al Comune di Lucca per un totale di 1.428.000 lire
                                                  30
                            divise in 3400 azioni .
                                   Dopo l’entrata in attività della Banca Toscana di Credito la concorrenza tra
                            Adami e Bastogi divenne ancora più accentuata soprattutto perché quest’ultimo era
                            riuscito a sottrarre all’Adami i suoi migliori clienti. Col passare dei mesi le condizioni
                            finanziarie della Banca Adami, che non aveva tratto alcun profitto dalle operazioni
                            prima citate, divennero sempre più critiche fino a che la banca, pochi anni dopo,
                            venne posta in liquidazione e stralcio. Terminava così l’attività di una delle banche
                            più importanti della Toscana nel XIX secolo.
                                   Pietro Augusto Adami, cessata l’attività bancaria e rimasto senza risorse
                            finanziarie, trovò un’occupazione come magazziniere nella Regia Manifattura
                            Tabacchi, prima a Ferrara, poi a Livorno e infine a Pisa dove morì nel 1898.















































                            30    Cantarella 1993, pp. 169-198.


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