Page 506 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Franca Maria Vanni







        Figura 8 -- Timbro                                         rispetto all’altezza della scritta, posta ortogo-
        raffigurante il giglio                                     nalmente al biglietto, BANCA D EP ADAMI EC.
        con due fiori, simbolo del
        Governo fiorentino,                                        Tale operazione, chiamata collazione, veniva
        e la cifra 3.10                                            fatta per contrastare le falsificazioni; infatti,
                                                                   affinché il biglietto fosse dichiarato origina-
                                                                   le, ovvero effettivamente emesso dalla Banca
                                                                   Adami e quindi cambiabile, il taglio del Buo-
                                                                   no di Cassa doveva coincidere perfettamen-
                                                                   te con quello della matrice. Dopo la stampa
                                                                   e il controllo da parte dei censori, venivano
                                                                   apposti manualmente il numero progressivo
                                                                   del biglietto e le firme del cassiere, del cen-
                                                                   sore e dei gerenti.
                                 Infine sul buono veniva posto il timbro a secco ovale della banca recante al
                            centro, entro un’ellisse, la sigla d P a &C e intorno david Pietro adami &C livorno:
                            esso garantiva l’effettiva emissione da parte della casa bancaria.
                                 Sul rovescio di ogni taglio sono presenti due timbri circolari a tampone a in-
                            chiostro nero. Su uno di essi è raffigurata una figura femminile con lunga veste,
                            volta a sinistra, seduta sopra un sedile sulla cui faccia laterale è riprodotta un’an-
                                                                   cora; essa sostiene con il braccio sinistro una
        Figura 9 -- Granducato di
        Toscana. Leopoldo II di                                    cornucopia carica di frutti mentre nella mano
        Lorena (1824-1859).                                        destra stringe un caduceo alato. Gli attribu-
        3 quattrini, 1843                                          ti che l’accompagnano indicano che si tratta
        (rovescio). Medagliere del
        Museo Nazionale Romano,                                    della personificazione della prosperità, della
        Collezione di Vittorio                                     ricchezza, derivata dai commerci sia terrestri
        Emanuele III, inv. 575819                                  che marittimi. Intorno ad essa la scritta  Gra-
                                                                   duale. Sul secondo timbro, entro un cerchio
                                                                   liscio è riprodotto il giglio fiorentino con due
                                                                   fiori; entro la corona che circonda il cerchio
                                                                   liscio compare la scritta da lire una a l.  mille.
                                                                                                              re
                                                                   In basso, entro un cartiglio, una lettera e un
                                                                   numero letti da alcuni studiosi  come t 10, ma
                                                                                                    25
                                                                   che a mio avviso devono leggersi 3.10.
                                 Le leggi vigenti nel Granducato sottoponevano al bollo graduale alcuni atti scritti
                            su carta non bollata, in particolare quelli per gli effetti di commercio o biglietti all’ordi-
                            ne di effetti commerciabili. La tassa, il cui pagamento era testimoniato dal bollo, varia-
                            va in base alle somme espresse, in questo caso alla cifra indicata sul Buono di Cassa,
                            e alla grammatura, cioè al peso in grammi della carta che doveva essere usata, indi-
                            cato in un secondo timbro (nella fattispecie la cifra 3.10 sotto il simbolo governativo,



                            25    Cfr. a tale proposito ruSSo, ardimento 2020, p. 173.


                                                                                                                                                                                             491
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