Page 502 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Franca Maria Vanni







                            invitandolo ad associarsi al suo progetto bancario, cosa che effettivamente avvenne
                            dal momento che Fenzi è presente nell’elenco dei sottoscrittori con l’acquisto di
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                            due azioni . L’esiguità delle azioni acquistate fa pensare che la partecipazione dei
                            Fenzi alla società in accomandita sia stata fatta più per mantenere buone relazioni
                            d’affari che per un effettivo interesse. Tra i quaranta sottoscrittori con sedi fuori
                            della Toscana figurano ditte di Roma, Piacenza, dello Stato pontificio, Bologna, Fer-
                            rara, Napoli, Perugia, Firenze, Alessandria, mentre tra i sottoscrittori stranieri sono
                            presenti commercianti di Londra, Odessa e Atene a testimonianza dell’ampiezza dei
                            traffici commerciali della Società Adami.
                                 Il 10 febbraio 1859 David e Pietro Augusto Adami, in proprio e come mandatari
                            dei quaranta sottoscrittori nominati nelle rispettive procure, unitamente ai testimo-
                            ni, avevano consegnato al notaio Stefano Spagna il progetto di costituzione di una
                            nuova società in accomandita16 i cui scopi erano enunciati dall’Articolo 1:
                                  a) compera e vendita di monete forestiere e verghe d’oro e d’argento
                                  b) sconti di cambiali sulle diverse città della Toscana munite di due firme
                                  o almeno accreditate con facoltà di riceverle
                                  c) operazioni di banca ed imprestiti al Governo Toscano ed ai Governi
                                  Esteri e alla comunità e di valori la cui rendita sia garantita dal Real
                                  Governo
                                  d) operazioni di mercanzie per conto di terze persone restando inibita
                                  ogni o qualunque operazione di mercanzia per conto dell’accomandita
                                  e) raccomandazioni di bastimenti
                                  f) conti correnti colla piazza di Livorno e con le piazze estere ben inteso
                                  che i conti correnti sulle piazze non potranno mai portare la Ditta
                                  creditizia dei terzi ma soltanto la debitrice .
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                                  L’articolo 3 inserito nell’atto di costituzione della Società nel 1859 recita:
                                  All’anzidetto capitale effettivo saranno aggiunti biglietti o buoni di
                                  cassa della Società per altre lire un milione nella quantità categorie che
                                  appresso:
                                  Numero Quattrocento di Lire Mille ciascuno, Lire Quattrocento mila.
                                  Numero Cinquecento di Lire Cinquecento ciascuno, Lire Duecento Cinquantamila.
                                  Numero Cinquecento di Lire Trecento ciascuno, Lire Cento Cinquantamila.




                            15    volPe 1997, p. 185; Archivio Storico Notarile di Firenze, 1859 Notai Livorno, notaio Stefano Spagna, 10
                            febbraio 1859 registrato il 14 febbraio 1859, n. 8, carta 38 verso.
                            16   La società in accomandita era una società commerciale per la cui costituzione non è richiesto un capitale
                            minimo. Il capitale sociale era diviso in azioni; i soci si dividevano in gerenti o accomandanti e accomandatari.
                            I primi amministravano di diritto la società e rispondevano delle obbligazioni sociali; i secondi rispondevano
                            limitatamente alla quota o alle azioni possedute. Essendo la Adami una società per azioni era regolata dalle
                            norme relative a questo tipo di società in base alle quali gli accomandatari potevano influire sulla gestione
                            della società solo con la partecipazione alle adunanze generali.
                                Archivio Storico Notarile di Firenze, 1859 Notai Livorno, notaio Stefano Spagna, 10 febbraio 1859 registrato
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                            il 14 febbraio 1859, n. 8, carta 42 verso e 43 recto.

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