Page 503 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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La banca David Pietro Adami e C. e i suoi Buoni di Cassa
Numero Quattrocento di Lire Duecento ciascuno, Lire Ottantamila.
Numero Mille Duecento di Lire Cento ciascuno, Lire Cento Ventimila
E sarà facoltà dell’Adunanza Generale degli azionisti di aumentarne
la emissione fino ad altrettanta somma di Buoni di Cassa (Fig. 4).
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Figura 4 -- Le pagine
dell’atto di costituzione della
Società Adami creata nel
1859 indicanti le quantità
dei Buoni di Cassa
Infatti il volume di emissione dei suddetti buoni da parte della banca era anco-
rato direttamente alle dimensioni del capitale sociale, in questo caso di 2.000.000 di
lire,che non poteva essere mai superato.
L’articolo 14 stabilisce inoltre i compiti dei censori, eletti in numero di tre:
A Apporre il loro visto ai buoni o biglietti di cassa che si emetteranno.
B Verificare l’esistenza in cassa di denaro contante della metà del valore dei biglietti o
Buoni emessi in circolazione e come denaro contante saranno considerati pari ai
Buoni [Biglietti, N.d.A.] della Banca Nazionale, i quali a preferenza dei francesconi
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stessi staranno a rappresentare la riserva metallica destinata al baratto dei Buoni di
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Cassa in circolazione .
18 Archivio Storico Notarile di Firenze, 1859 Notai Livorno, notaio Stefano Spagna, 10 febbraio 1859 registrato
il 14 febbraio 1859, n. 8, carta 43 recto.
19 Questa moneta, la cui coniazione fu voluta da Francesco I di Lorena nel 1737, venne emessa fino al 1859
quando tutta la monetazione del Granducato fu convertita alla lira e ai centesimi.
20 Archivio Storico Notarile di Firenze, 1859 Notai Livorno, notaio Stefano Spagna, 10 febbraio 1859 registrato
il 14 febbraio 1859, n. 8, carta 45 verso.
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