Page 505 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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La banca David Pietro Adami e C. e i suoi Buoni di Cassa
con il valore in lettere a sinistra e in cifre a destra, valore ripetuto anche agli angoli
inferiori rispettivamente in cifre a sinistra e in lettere a destra, tutti entro formelle
sagomate a fondo scuro. Nello specchio del Buono di Cassa compare la dicitura la
banca pagherà a Vista al Portatore Lire CINQUECENTO Toscane effettive tutti i gior-
ni dalle Ore Dieci A. M. alle Ore Tre pom. Escluse le Feste d’intiero precetto. Sotto, a
destra, la data Livorno 1 marzo 1859; in basso, le firme del Cassiere, dei tre Censori
e dei Gerenti. Gli esemplari esaminati, sia dei tagli da 500 che da 100 lire toscane,
Figura 6 -- Buono di Cassa
da 500 lire
Figura 7 -- Buono di Cassa
da 100 lire
presentano tutti lo stesso nominativo del cassiere, Alessandro Giraudini, e quelli
dei censori indicati nell’atto di costituzione della Società, Gustavo Adolfo Prinotti,
Giorgio Wasmuth e Giuseppe Marazzi . Nello spazio riservato alle firme dei gestori
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compare nella maggioranza dei casi solo la firma di David Adami, saltuariamente
unita a quella di Pietro Augusto. Anche la data, manoscritta, è sempre la stessa e
corrisponde al giorno in cui entrava in attività la nuova società in accomandita: essa
può considerarsi alla stregua del decreto di emissione.
I tagli conosciuti vennero stampati con matrici di rame; essi presentano una
filigrana, costituita da una teoria di punti rossi che compongono il valore in cifre
e la scritta Banca Adami e C. In origine il Buono di Cassa doveva presentare
una matrice dalla quale esso veniva staccato tagliandolo in modo asimmetrico
Archivio Storico Notarile di Firenze, 1859 Notai Livorno, notaio Stefano Spagna, 10 febbraio 1859 registrato
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il 14 febbraio 1859, n. 8, carta 46 verso.
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