Page 284 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Adriano Savio







                            nella lettera che scrisse al Senato pochi giorni dopo il trattato di pace con i Parti e il
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                            suo arrivo ad Antiochia ; insomma, per dirla con Harold Mattingly , il principato di
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                            Macrino avrebbe costituito un … interlude of sane, if non brilliant, statesmanship ,
                            durante il quale l’Imperatore (Fig. 5) tentò forse anche di inaugurare una politica
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                            deflazionistica riportando il peso dell’aureo sopra i 7 grammi , quindi al valore più
                            o meno precedente alla riforma di Caracalla del 215 che aveva stabilizzato la mone-
                            ta d’oro a 1/50 di libbra (g 6,5 circa) .
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                                 Comunque fosse, Macrino, dopo la morte sospetta l’8 aprile 217 di Caracalla
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                            che si trovava a Carre in Mesopotamia  per preparare una campagna contro i Par-
                            ti, si autoproclamò  imperatore l’11 aprile del 217 e commise l’errore  (visto che
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                            aveva avuto parte nell’uccisione dell’Imperatore) di lasciare in vita i membri restanti
                            della famiglia dei Severi, fra i quali le tre donne che avrebbero portato al potere Ela-
                            gabalo, cioè Giulia Mesa, Giulia Soemia e Giulia Mamea , le quali furono solamente
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                            confinate a Emesa in Siria. Il livore che i militari portavano nei suoi confronti, sia
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                            perché adoravano il defunto Caracalla , sia perché Macrino era intervenuto sull’am-


                            55    Nella lettera al Senato, Macrino avvertiva di essere già stato acclamato dai militari: Detulerunt ad me im-
                            perium … si et vobis placuerit quod militibus placuit (SCRiPt. HiSt. Aug., CaPitol., Opil., 6, 5). I senatori gli
                            conferirono subito dopo l’imperium proconsulare e la potestà tribunizia (SCRiPt. HiSt. Aug., CaPitol., Opil., 7,
                            4). Secondo Erodiano (4, 14) i militari lo acclamarono non per particolare stima o lealtà nei suoi confronti, ma
                            per l’urgenza e la necessità di contrastare i Parti e i senatori appena dopo la lettura della lettera gli votarono
                            gli onori imperiali (5, 2).
                            56    E con E.A. Sydenham e C.H.V. Sutherland, suoi coautori.
                            57    RIC IV/2, p. 1.
                            58    Il peso inaugurato da Macrino fu mantenuto da Elagabalo nei primi anni.
                            59    E, secondo walker 1978, p. 138, contrastando la svalutazione del titolo del denario e interrompendo la
                            produzione del radiato.
                            60    D.C., 78, 5, 4, secondo il quale Macrino organizzò la congiura per eliminare l’Imperatore affidando a tale
                            Marziale il compito di ucciderlo; Marziale colpì con un “piccolo pugnale” l’Imperatore quando scese da cavallo
                            per espletare un bisogno corporale, ma fallì nel tentativo e fu ucciso da uno scita che faceva da guardia del
                            corpo a Caracalla; a questo punto il Principe fu trucidato dai centurioni che avrebbero dovuto proteggerlo.
                            L’Historia Augusta offre una visione leggermente diversa secondo la quale Caracalla fu ucciso in viaggio fra
                            Carre ed Edessa per mano di Marziale in mezzo ai congiurati (SCRiPt. HiSt. Aug., SPart., Carac., 7, 1.2). Sempre
                            secondo l’Historia Augusta (Opil., 4, 7) Macrino … Antoninum Caracallum imperatorem suum interemit tan-
                            ta factione, ut ab eo non videretur occisus. Anche secondo Erodiano (4, 13) l’autore materiale dell’uccisione
                            fu Marziale, il quale venne poi ucciso mentre fuggiva. Per un confronto sulle narrative di Dione e di Erodiano
                            si veda SCott 2012.
                            61    In quel momento Macrino ricopriva la carica di prefetto del pretorio (SCRiPt. HiSt. Aug., CaPitol., Opil., 4-7).
                            62    Avrebbe detto Machiavelli. Secondo errore, dopo quello di non essersi recato subito a Roma dove il popolo
                            manifestava per lui in ogni occasione (hdn., 5, 2). Macrino lasciò anche libera Giulia Domna di ritornare in
                            Siria, le mantenne la servitù e la guardia dei pretoriani e le invio una lettera forse di condoglianze per la morte
                            di Caracalla (SCott 2012, p. 16, nota 6, il quale cita D.C., 78, 23, 2, che dice solo di “messaggio conciliante”).
                            63    Rispettivamente sorella di Giulia Domna, moglie di Severo e madre di Caracalla; figlia di Giulia Mesa e
                            madre di Elagabalo. Giulia Domna, allorché seppe della morte del figlio, che peraltro odiava a causa dell’as-
                            sassinio di Geta, si uccise accelerando “la morte con l’inedia” ad Antiochia (D.C., 78, 23, 69; trad. di StroPPa
                            2018, p. 233); morte che comunque sarebbe giunta ben presto perché era ammalata di cancro.
                            64    Il quale per questo motivo non solo non fu damnatus nonostante la gioia del Senato e del popolo alla
                            sua morte (D.C., 78, 9, 1), ma fu anche consacrato da Macrino (D.C., 78, 9, 2), anche se, per cancellarne un’e-
                            co ideologica imbarazzante, il nuovo Principe ordinò l’abbattimento delle statue di Alessandro Magno che


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