Page 289 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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L’abolitio memoriae di Macrino







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                  Ma In linea di massima le coniazioni di Macrino della zecca centrale  furono
            risparmiate, e la rarità di alcune serie come quella dei radiati di Diadumeniano o
            degli aurei del medesimo (Fig. 6)  deve essere imputata più al loro breve periodo
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            di emissione che a un loro rastrellamento di massa con successiva fusione .

            Egitto
                 In Egitto, come in tutto il resto dell’Impero, la damnatio memoriae degli augu-
            sti e degli altri membri della famiglia imperiale ha lasciato tracce importanti, come
            testimoniato ad esempio dalla lapide in calcare proveniente da Coptos e oggi al
            British Museum nella quale il nome di Domiziano è stato cancellato  e dal cele-
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            berrimo tondo ligneo con la famiglia di Severo ritrovato nel Fayum e oggi all’Anti-
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            kensammlung di Berlino  nel quale il volto di Geta è stato non solo eraso … but
            smeared with paint or even excrement ; nonché ovviamente da molti papiri . E
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            anche Cleopatra, l’unica donna per la quale esiste l’evidenza storica della dichia-
            razione di hostis publicus da parte del Senato di Roma secondo Eric R. Varner ,
                                                                                                    96
            nonostante la dottrina sostenga che le sue immagini non siano state manipolate o



            89    E quando si parla di zecca centrale è il caso di aggiungere che secondo RIC IV/2, pp. 3-4, la serie di
            Macrino si dividerebbe in due sezioni: la prima, coniata a Roma per breve tempo, nella quale l’Imperatore
            presenta un viso piccolo con barba corta e la seconda prodotta ad Antiochia con un ritratto con profilo lun-
            go e lunga barba; immagine più realistica, la seconda, incisa da un artista locale che avrebbe lavorato sul
            modello dell’imperatore in presenza, mentre quella di Roma avrebbe costituito una rielaborazione del tipo di
            Caracalla (woodS 1983, p. 493). Questa ipotesi però è stata messa in dubbio da BMCEMP V, p. CCXIII, dove
            si è sostenuto che i due gruppi potrebbero rappresentare … a chronological rather than a mint distinction
            e totalmente scartata da Clay 1979, pp. 30-32, secondo il quale tutte le coniazioni di Macrino sarebbero state
            prodotte dalla zecca di Roma. Quanto alla barba, Erodiano (5, 2, 3-4) narra che Macrino ad Antiochia la coltivò
            e nell’aspetto esterno cercò di imitare Marco Aurelio. Quanto invece alla notizia riportata dalla Historia Augu-
            sta (Diad., 2, 6) secondo la quale immediatamente dopo la presa del potere di Macrino la zecca di Antiochia
            avrebbe coniato una moneta con il nome di Diadumeniano mentre per produrre quelle con il nome del nuo-
            vo Imperatore si sarebbe aspettato l’ordine del Senato, BMCEMP V, p. CCXX, giudica molto improbabile che
            questo sia avvenuto.
            90    Questi ultimi … among the greatest rarities of the imperial series (RIC IV/2, p. 3). Si potrebbe anche ipo-
            tizzare che la loro rarità dipenda dal fatto che per il loro peso eccedente rispetto a quello della riforma di
            Caracalla sarebbero stati rifusi, il che sarebbe accaduto anche a quelli di Macrino, sempre molto rari. Quanto al
            ritratto di Diadumeniano non si deve dimenticare che secondo l’Historia Augusta (Diad., 3, 2) egli era amato
            da tutti per la sua bellezza.
            91    L’estrema rarità delle monete di Diadumeniano con avG, che avrebbero potuto essere state coniate nel pe-
            riodo intercorso fra l’assunzione del titolo il 16 maggio 218 e la sconfitta di Macrino l’8 giugno, sarebbe invece
            imputabile a una repentina rifusione da parte delle varie zecche (Clay 1979, p. 33, nota 57).
            92    L’epigrafe, scritta in latino, ricorda la costruzione di un ponte a Coptos e riporta anche la cancellazione del
            nome del prefetto dell’Egitto M. Mettius Rufus, evidentemente praticata dopo che il personaggio era caduto in
            disgrazia presso l’imperatore (Calomino 2016, pp. 93-94). Anche il nome di Caligola è stato cancellato in un’i-
            scrizione trovata ad Alessandria (Barrett 1989, p. 412, nota 31, cioè IGRR, I, p. 365, n. 1057), datata all’anno
            4 (39/40 d.C.).
                varner 2004, pp. 181-182 il quale fra l’altro individua un parallelo fra il tondo e i famosi ritratti del Fayum.
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            94    Calomino 2016, p. 130.
            95    Si veda Calomino 2016, p. 126 per alcuni papiri nei quali il nome di Geta è stato cancellato.
                varner 2004, p. 19, che invoca come fonti del suo asserto D.C., 50, 4, 4 e Plu., Ant., 60, 1, i quali in verità
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            si limitano a dire che i Romani decisero di muovere guerra contro di lei.

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