Page 292 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Adriano Savio







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                            distrutte , forse per la protezione che le assicurava la sua identificazione con Iside,
                            sembra che almeno in un caso sia stata “punita”; ovvero in una sua testa di calcare
                            alta 17,3 centimetri tagliata da una statua e proveniente dall’Egitto, comparsa sul
                            mercato antiquario a New York, testa che presenterebbe l’erasione di una parte del
                            nome CleoPatra e la sostituzione con le lettere avG, SC, C(aesar) etc…e la cucitura
                            delle labbra, come a significare un monito a tacere .
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                                 Comunque fosse una cosa è certa: in Egitto non esiste una tradizione di inter-
                            vento sulle monete di Imperatori in caso di alienatio post mortem. Il fenomeno della
                            contromarca, che abbiamo visto utilizzato spesso in simili occasioni, non esisteva in
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                            assoluto  nell’Egitto romano   e non poteva quindi essere utilizzato per cancellare
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                                 I casi di ingiuria su monete di damnati latitano e si riducono (almeno credo) a
                            uno solo, cioè a un tetradrammo di Nerone dell’anno 5 con al rovescio il busto della
                            prima moglie Ottavia proposto all’asta in un catalogo della ditta Rollin et Feuardent
                            nel 1864, che , secondo i compilatori, mostrava segni di martellamento solo sulla
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                            testa del Principe, il che significherebbe che il martellatore non aveva voluto squa-
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                            lificare completamente il valore della moneta .
                                 Quanto a interventi di reincisione di conii di dritti di Imperatori che subirono
                            l’onta dell’alienatio, il loro riconoscimento risulta pressoché impossibile in quanto,
                            in attesa del modello che doveva giungere da Roma con l’effigie del nuovo augu-
                            sto, era normale che gli incisori della zecca di Alessandria preparassero una matrice
                            ricalcata più o meno sul ritratto dell’Imperatore precedente. E per quanto riguarda
                            fenomeni di fusione di grandi quantità di monete con lo scopo di cancellare l’im-
                            magine del damnatus, il che dovrebbe corrispondere più o meno  alla rarità delle
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                            monete osservate nei ritrovamenti, si deve ricordare che: Caligola non emise mone-
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                            ta ad Alessandria nell’ambito di una politica di chiusura delle zecche provinciali ;
                            che la quantità di tetradrammi di Nerone ritrovati risulta immensa e senza dubbio la




                            97    varner 2004, pp. 19-20, secondo il quale non vi sono elementi per sostenere che le immagini di Cleopatra
                            siano state rimosse o danneggiate.
                            98    Da Internet,  Legionary Cleopatra de facto damnatio memoriae on Egyptian Cleopatra Isis Statue head
                            (https://www.romanofficer.com/Cleopatra/CleopatraPage.htm):  la  manipolazione  sarebbe  stata  operata  dai
                            legionari romani di stanza in Egitto.
                            99    howGeGo 1985, p. 16, nota 120, che cita un solo caso conosciuto (p. 191 n. 452).
                            100    Forse perché la monetazione alessandrina formava una sorta di valuta forzosa che non necessitava di
                            garanzie e di modifiche di valore (milne 1971, p. XV).
                            101    Rollin et Feuardent, Catalogue d’une collection des médailles des rois et des villes de l’ancienne Grèce, Paris
                            1864, p. 584 n. 8587.
                            102    mowat 1901, p. 449.
                            103    Non si può ovviamente ipotizzare le quantità scientificamente se non con un accurato studio dei conii che
                            non è stato compiuto per la maggior parte degli Imperatori.
                            104    Sull’argomento Savio 1988, pp. 1-45; si veda anche RPC I, pp. 698-699.


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