Page 293 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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L’abolitio memoriae di Macrino
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più rappresentativa di tutta la serie ; che a disdetta del suo breve periodo di regno
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le monete di Otone non scarseggiano e che quelle di Commodo costituiscono
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uno zoccolo importante . E, se si vogliono considerare anche i tetradrammi di Ela-
gabalo e di Massimino il Trace, per rimanere nell’ambito del III secolo, non si può
non ammettere che il loro ritrovamento in Egitto non sia stato di tutto rispetto .
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Solo per Vitellio, Domiziano e Geta , così come per Macrino, si osservano
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quantità molto ridotte. Ma nel primo caso si deve ricordare che il periodo di regno
di Vitellio in Egitto fu di poco superiore a un mese e nel secondo caso che, a fianco
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di uno scarso ritrovamento di tetradrammi è venuto invece alla luce un numero
di bronzi cospicuo e coniato dalla zecca di Alessandria in una serie dotata di almeno
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quattro diverse pezzature . Quanto a Geta, la rarità dei pezzi ritrovati, così come
quelli dell’altrettanto assassinata e maledetta Plautilla, potrebbe essere stata causata
secondo Erik Christiansen da un ritiro del circolante , ma non si deve dimenticare
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che tutta la produzione della gens dei Severi in Egitto risultò molto scarsa , forse
per bilanciare l’abbondanza delle coniazioni di Antiochia o forse per il trasferimen-
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to in quella zecca del sistema produttivo egiziano . Per quanto riguarda Macrino,
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invece, l’estrema rarità delle sue monete egiziane conservate nelle collezioni e
105 Secondo ChriStianSen 1985, p. 81, la percentuale dei tetradrammi di Nerone rispetto al totale dei tetra-
drammi alessandrini ritrovati raggiunge il 15,10%. Sull’enorme quantità delle monete emesse da Nerone ad
Alessandria si veda ChriStianSen 1988, I, pp. 34-110.
106 Secondo ChriStianSen 1985, p. 81, la percentuale dei tetradrammi di Otone si attesta allo 0,18% (ma non
si deve dimenticare che l’augusto non regnò più di tre mesi) e la si può confrontare con la percentuale dei
pezzi di Traiano, uno degli imperi più lunghi della storia di Roma, che non supera lo 0,35%. Per uno studio
quantitativo delle coniazioni di Otone ad Alessandria, si veda Savio 1991.
107 Secondo ChriStianSen 1985, p. 81, la percentuale dei tetradrammi di Commodo si attesta all’1,24%, supe-
riore alla percentuale di Antonino Pio (0,95%).
108 Secondo ChriStianSen 1985, p. 81, la percentuale dei tetradrammi di Elagabalo nei ritrovamenti si attesta
allo 0,69%, quella di Massimino allo 0,57%.
109 Rispettivamente lo 0,07% per Vitellio; inferiore allo 0,01% per Domiziano e inferiore allo 0,03-0,01% per
Geta se si computano le percentuali di Severo e di Caracalla, nell’ambito dei regni nei quali i tetradrammi di
Geta furono emessi.
110 RPC II, p. 320. Secondo ChriStianSen 1988, I, p. 252 e II, p. 53, nota 369, la copiosità della coniazione di
tetradrammi del primo anno di Nerva (peraltro congetturata solo sulla base dell’osservazione di milne 1971,
p. XXI) potrebbe essere stata finanziata, come a Roma, dalla fusione delle immagini di Domiziano citata da
Dione Cassio (68, 1, 1) a proposito della sua damnatio memoriae.
111 A giudicare almeno dal numero delle monete conservate nelle collezioni; sulle pezzature milne 1971, p.
XXI. Si veda anche RPC II, pp. 320-321.
112 Si veda ChriStianSen 1988, I, p. 286; il ritiro del circolante a Roma è peraltro ricordato per Geta da Dione
Cassio (D.C., 68, 12, 5).
113 Si veda ChriStianSen 1988, I, pp. 295-304.
114 Come ho sostenuto in Savio 2007, p. 112, basandomi sulla bibliografia precedente. In realtà, in assenza
di studi quantitativi sulla coniazione di tetradrammi da parte dei Severi in Siria si deve essere cauti. È vero
comunque che ButCher 2004, p. 135, ha ipotizzato sulla base dei ritrovamenti una quantità di emissioni da
parte di Caracalla abbastanza significativa, avvertendo anche che gran parte delle monete prodotte potrebbero
essere state riciclate.
Si vedano le Tabelle A e B in Appendice dalle quali si evince che in tutto i tetradrammi di Macrino e Diadu-
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meniano conservati nelle maggiori collezioni o conosciuti in letteratura non arrivano ai 20 pezzi; quanto ai bronzi
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