Page 282 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Adriano Savio
proceduto ad eliminare, primo caso di un’abolitio memoriae costruita ad arte per giu-
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stificare un’infamia, cioè un parricidio . Analogia fra le due narrazioni che, secondo
Antony Hostein , significherebbe che Dione Cassio avesse saputo di prima mano del
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secondo provvedimento e avesse, per così dire, creato un calco per rendere con mag-
giore enfasi il procedimento della criminalizzazione nei confronti di Caligola.
Ma non si può escludere l’esistenza di un’altra possibilità per sveltire le ope-
razioni di smaltimento dei nominali degli imperatori maledetti e di rimpinguare
la liquidità del sistema, ammesso che le autorità romane fossero così interessate
alla questione, visto che i denarii legionari dell’hostis publicus Antonio, che però
non portavano la sua effigie, rimasero in circolazione per due secoli e conside-
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rato che Vitellio scelse il mantenimento del circolante emesso dai suoi immediati
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predecessori ; una possibilità che avrebbe velocizzato le operazioni di ritiro e di
annullamento della vecchia moneta mediante fusione per poi produrre nuovi ton-
delli e procedere a nuove operazioni di conio, cioè la riconiazione con l’utilizzo
dei vecchi flan, sistema questo che non pare sia stato molto diffuso a Roma, a dif-
ferenza invece di quanto avveniva nel mondo ellenistico. E questo probabilmente
perché impediva allo Stato, per quanto riguarda i nominali di metallo nobile, di
abbassare furtivamente il loro peso (cioè il valore intrinseco) mantenendo costante
il valore nominale. Ma artificio, quello di accoppiare la tecnica della riconiazione
alle necessità dell’abolitio memoriae, che secondo alcuni autori nel mondo romano
avrebbe avuto una sorta di concretizzazione antesignana con Silla, quando il ditta-
tore avrebbe fatto riconiare, dopo la loro sconfitta nell’88 a.C, i denarii emessi dai
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Confederati Italici . E che avrebbe avuto precedentemente altre concretizzazioni
nel mondo ellenistico quando le città di Maronea e di Bisanzio riconiarono tetra-
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drammi di Mitridate VI re del Ponto sia per annullarne la memoria sia per creare
nuovo circolante , un po’ come avrebbero fatto anche gli Ateniesi secondo una
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vecchia ipotesi di Mørkholm . E in due occasioni ancora quando a Lisimachia un
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tetradrammo di Antioco I fu riconiato da uno con il tipo di Lisimaco e quando la
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39 BatS 2003, p. 284, nota 22.
40 hoStein 2004, pp. 223-224, nota 14.
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41 RIC I , pp. 106-107.
42 Cioè Nerone, Galba e Otone (D.C., 64, 6, 1).
43 harl 1996, pp. 53-54, il quale scrive esplicitamente di damnatio memoriae (si veda anche Calomino 2016,
p. 48, nota 23).
44 Sulla alienatio memoriae di Mitridate (ma non sulle monete) si veda Savalli-leStrade 2010, pp. 135-137.
45 Si veda Calomino 2016, pp. 31-32 che cita de Callataÿ 1991 per Maronea e idem 2013 per Bisanzio. In realtà
nel primo articolo lo studioso belga non avanzava l’ipotesi di una damnatio del re pontico.
46 mørkholm 1984, p. 33, il quale – in verità – parla solo di ritiro del circolante: … in March 86 Sulla captures
Athens. The coins with the name of King Mithradates were presumably recalled as part of his damnatio memo-
riae, accounting for the very small number known at the present.
Calomino 2016, p. 48, nota 19, il quale avverte, suppongo seguendo de Callataÿ, ioSSif 2015, p. 239, che si
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tratta solo di una possibilità.
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