Page 277 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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L’abolitio memoriae di Macrino







            come nel caso di un sesterzio di Augusto con l’effigie                                      Figura 1 -- Roma, Impero.
            di Tiberio al dritto che fu contromarcato ai tempi di                                       Nerone (54-68 d.C.).
            Traiano, cioè circa un secolo dopo la sua emissio-                                          Asse, zecca di Lugdunum,
                                                                                                        ca. 64 d.C. (?), dritto.
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            ne . Operazione questa dell’apposizione di una                                              Roma, Medagliere del
            contromarca sulla moneta di un imperatore de-                                               Museo Nazionale Romano,
            funto che probabilmente veniva realizzata dalla                                             inv. 103550
            stessa zecca o comunque da un’officina pubbli-
            ca dopo il ritiro dei pezzi dalla circolazione e
            prima della loro riemissione, ma che potrebbe
            anche in qualche caso essere stata organizzata
            come forma di spregio aperto da parte – diremmo
            oggi – della “società civile”, un po’ come si verificò a
            Palermo nel 1848 quando i Siciliani…pensarono d’invitare
            tutti quelli che possedevano piastre di Ferdinando II di Borbone a portarle a un’offi-
            cina espressamente fondata ove s’imprimerà gratuitamente la parola Olim nel mez-
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            zo a Ferdinando II e Dei Gratia, e Bomba o Boia nel collo dell’effigie  (Figg. 2-3).
            Giusta punizione mediatica per il Re che aveva fatto bombardare Messina durante
            il lungo assedio che le aveva imposto dal gennaio al settembre 1848 .
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                 Alla seconda categoria appartengono invece tutte quelle forme di sfregio dell’ef-
            figie dell’augusto o di frazionamento della sua moneta come si osserva in più casi
            per Nerone , sfigurato nel volto ad esempio in un asse che lo ritrae al rovescio nelle
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            vesti di Apollo citaredo  e sfigurato e franto in altre e plurime occasioni , nonché
            con il volto rielaborato per sembrare quello di un imperatore successivo come in un
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            dupondio della zecca di Roma del 64 d.C. ; oppure il fenomeno dell’erasione della
            leggenda come nel noto caso nel 31 d.C. di un bronzo di Tiberio del municipium



            14    Contromarca tr.av (cioè Traianus Augustus) su sesterzio della zecca di Lugdunum con al rovescio l’altare
            di Lione (BMCEMP, I, p. 96, n. 582; si vedano anche pp. XXXVI e XLI) databile agli anni 12-14 d.C.
            15    Da un annuncio apparso sul quotidiano La Costanza di Palermo in data 17 ottobre 1848.
            16    Sull’argomento ruotolo 2017, pp. 52-71 con lunga ed esaustiva bibliografia.
            17    Il quale venne dichiarato hostis publicus dal Senato ancora prima di uccidersi (Suet., Nero, 49, 2; D.C., 63,
            27, 2). Era la premessa alla damnatio che peraltro le fonti non citano. Comunque fosse, fu escluso dal mauso-
            leo nonostante i suoi funerali fossero stati celebrati con un certo sfarzo e furono comminate sanzioni contro i
            suoi monumenti e le sue iscrizioni (varner 2004, pp. 46-47).
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            18    RIC I , p. 160 n. 122. Per un sesterzio con il volto sfigurato di Caligola, v. Calomino 2016, p. 62, ill. 16.
            19    Ai molti casi segnalati in letteratura come i bronzi tagliati riferiti in kroll, walker 1993, p. 93, si può ag-
            giungere un asse inciso sul volto e ritrovato nel sito di Grand (trommenSChlaGer 2013, pp. 69-75, il quale, alla
            luce del fatto che nel sito si trovano sfregiati oltre a un pezzo di Nerone e a due dell’altrettanto damnatus
            Domiziano anche due pezzi rispettivamente di Tito e di Adriano avanza anche l’ipotesi di una mutilazione nel
            quadro di una cerimonia religiosa).
                Si veda Calomino 2016, p. 71, ill. 36. La parola nero è erasa e il ritratto è rielaborato così da sembrare
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            quello di Vitellio o di Vespasiano. In proposito non si deve dimenticare il celeberrimo cammeo di sardonica
            conservato al Cabinet des Médailles della Bibliothèque Nationale di Parigi con il ritratto di Nerone rielaborato
            in modo da risultare quello di Antinoo.


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