Page 276 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Adriano Savio
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per la sua brutalità e per il suo tremendo appetito che per le glorie militari , ultimo
caso in cui la moneta a Roma fu utilizzata per demonizzare.
Le forme in cui la cancellazione della memoria agì sulle monete furono diverse e in
parte sembrano essere state programmate da qualche autorità, in parte sembrano costitui-
re semplicemente operazione di singoli come in una sorta di vendetta pseudo privata nei
confronti di un odiato tiranno, fortunatamente scomparso e non più in grado di infierire.
Alla prima categoria appartengono ad esempio le varie contromarche che furo-
no stampigliate sui nominali enei di Caligola, Nerone ed Elagabalo , provvedimento
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tecnico a doppia valenza perché spesso la contromarca annullava il viso del sog-
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getto e contemporaneamente conferiva al nominale il diritto morale di circolare in
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quanto autorizzato dal Senato (Fig. 1) o da un nuovo augusto ; funzione quest’ul-
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tima delle contromarche che era assolta anche su monete di altri imperatori, circo-
lanti da molto tempo per ridare loro nuova linfa e per ribadire il loro valore legale,
7 SCRiPt. HiSt. Aug., CaPitol., Maximin., 6, 9: ... era in grado di trascinare un carro a quattro ruote a forza di
braccia, muovere da solo un carro carico di gente, buttar giù i denti di un cavallo con un pugno, spezzargli i
garretti con un suo calcio, frantumare pietre di tufo, spaccare alcune piante in due, tanto da essere chiamato
da alcuni Milone di Crotone, da altri Ercole da altri ancora il gigante Anteo.
8 SCRiPt. HiSt. Aug., CaPitol., Maximin., 4, 1: È noto che spesso beveva in un solo giorno un’anfora capitolina
di vino e che mangiava fino a quaranta libbre di carne, o come dice Cordus, anche sessanta.
9 Che comunque vi furono, specialmente sul limes.
10 Sulle monete civiche di alcune città della Siria e della Palestina si trovano delle contromarche a forma di a
in un punzone quadrato che dovrebbero significare alexandroS cioè Severo Alessandro; ovvero l’autorizzazio-
ne a circolare da parte del successore (Calomino 2016, pp. 163-164). Elagabalo, portato al potere quindicenne
contro Macrino con il pretesto di essere nipote di Caracalla, fu ucciso tre anni dopo dai pretoriani che gli
preferirono il cugino Severo Alessandro (D.C., 80, 20, 2; SCRiPt. HiSt. Aug., lamPr., Heliog., 17,1); fu decapitato
e il suo corpo gettato nel Tevere; successivamente per ordine del Senato il suo nome (o meglio, quello di
Antoninus) fu eliminato dalle memorie pubbliche (SCRiPt. HiSt. Aug., lamPr., Heliog., 17, 4-5).
11 Secondo howGeGo 1985, p. 5, l’apposizione della contromarca sarebbe stata successiva alla dichiarazione
di abolitio e sarebbe stata impressa negli spazi lasciati liberi dall’erasione; osservazione forse valida a livello
generale, ma che non si accorda con i casi di monete di Nerone nelle quali il volto dell’Imperatore è coperto
dalla contromarca.
12 Come l’asse di Nerone della zecca di Lugdunum contromarcato con SPqr sul collo (Fig. 1). La contromarca
… fu applicata sulla parte inferiore del collo in modo di conservare l’integrità del viso e significare che i pezzi
non erano demonetizzati. In realtà molto più operazione di propaganda contro Nerone che non di damnatio
post mortem (Savio 2009, p. 114). Secondo mowat 1901, p. 448, la contromarca sarebbe stata introdotta …
pendant les cinq jours de l’interrègne qui suivit la morte de Néron. Al contrario varner 2004, p. 51, e fig. 45,
cita un dupondio con la contromarca SPqr che taglia il collo del Principe, decapitandolo.
13 Come la contromarca tiCa (Tiberius Claudius Augustus) o simili sugli assi di Caligola con al rovescio Vesta
seduta (RIC I , p. 111 n. 38; BMCEMP I, p. 154 nn. 45-48; si vedano Savio 2009, p. 108 e Calomino 2016, p. 60 ill.
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8-10); o le varie fra le quali, vite[llius] e veSPa[sianus] sui bronzi di Nerone di Lugdunum, e GalBa in alcune città
dell’Asia Minore (BMCEMP I, p. XXXI; Calomino 2016, p. 69, ill. 26-31); oppure imPGal e imPotho sui bronzi di
Tripolis in Fenicia (Calomino 2016, p. 70, nn. 32-33). Caso molto interessante quello di un asse di Caligola del
tipo Vesta riconiato da un asse emesso da Tiberio, cioè quello raffigurante la Providentia avGvSti (RIC I , p. 99
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n. 81, BMCEMP I, p. 141 nn. 146 ss.) che evidentemente fu coniato anche dopo la morte del secondo Impe-
ratore di Roma per il suo richiamo sempre valido ad Augusto (duBreu 2021, pp. 122-125). Che le due monete
circolassero insieme è dimostrato dal tesoro di Sora interrato fra il 38 e il 40 d.C. in cui convivono bronzi di
Caligola (fra i quali un asse del tipo Vesta) e 8 assi del tipo Providentia (Catalli, SCheid 1994, p. 63). Si noti che
la contromarca, probabilmente applicata in ambiente militare nella Germania Inferior, fu apposta … in modo
tale da cancellare il praenomen e il nomen del defunto imperatore, ma da lasciare ben leggibile il cognomen
Germanicus che si addiceva perfettamente alla propaganda claudiana (Savio 2009, p. 108).
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