Page 213 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
P. 213
“Nuovo contributo alla teorica delle contromarche monetarie presso i Romani”
2
12. Dupondius, g 9,01 mm 26,1 inv. 103489; (D/); RIC I , 347 (Augustus)
L’ipotesi integrativa di Pansa, che intende la tipologia in scrittura retrograda come
abbreviazione di av(gvstvs), sebbene la lettura sia stata espressa dall’Autore in maniera
dubitativa, non appare l’interpretazione adeguata: la va, di ridotta attestazione e produ-
zione siciliana, si inserisce nel gruppo di contromarche bilitteri, va, vi e vf, caratteriz-
zate dalla forma compositiva analoga, spesso associate tra loro, in particolare la va
e la vi, applicate con elevato privilegio a dupondi tresvirali augustei, con frequenza
di produzione locale, tipologie per le quali, allo stato attuale della ricerca, non è
possibile proporre alcuna coerente integrazione lessicale, forse applicate con valore
probatorio e/o finalità numerali . Mattingly cita l’esemplare della collezione Gnecchi
48
47
senza prendere posizione riguardo il possibile significato della sigla; Giard si limita
a segnalare l’esemplare della Bibliothèque Nationale ; di recente Werz riprende
50
49
la citazione di Mattingly e associa la tipologia all’ampio gruppo delle composizioni
bilitteri, in grafia sciolta oppure in nesso, in funzione di abbreviazione del termine
av(gvstvs), non ritenendola correlata alle restanti due contromarche siciliane, vi e vf.
2
51
13. As , g 7,80 mm 27,4 inv. 103491; Due berretti della libertà? (D/); RIC I , 427
(Augustus)
La scadente conservazione dell’esemplare lascia visibili della tipologia
solo due oggetti a profilo incerto, di forma semi-ovale, disposti paralleli per il
lato orizzontale, in posizione verticale, separati da un terzo elemento allunga-
47 La tipologia va potrebbe essere integrata come abbreviazione di va(leat) e la vi intesa come espressione
numerale per il valore “6”.
MattinGly 1923, p. xxxvi.
48
49 Giard 1976, p. 108 n. 500.
50 Werz 2009, p. 99, cita l’esemplare in MattinGly 1923, p. xxxvi (n. 50.2/1.6), descritto come “dupondio” e
separato dalla moneta della collezione Gnecchi (n. 50.2/1.7), descritta come “sesterzio”.
51 In errore PanSa 1906, p. 419 n. 13, descrive la moneta come “Gran bronzo”.
197
197
196 197

