Page 205 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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“Nuovo contributo alla teorica delle contromarche monetarie presso i Romani”
propone, anche con l’ausilio degli esemplari della collezione Gnecchi, sia l’ag-
giornamento delle tipologie fino allora note, sia qualche rettifica alle passate ipo-
tesi; la terza, di più ampia portata critica, è volta a confermare il ruolo primario
del Senato nella gestione delle monete di bronzo, compresa l’attività di contro-
marcatura; infine, la quarta affronta l’interpretazione della nCaPr, giungendo alla
parziale correzione dell’integrazione in senso probatorio proposta da Borghesi ,
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postulato che era stato ampiamente accolto in bibliografia.
Preso atto che le contromarche vennero applicate praticamente solo alle
monete di metallo vile, Pansa organizza l’intera esposizione riconoscendo l’in-
discussa centralità del Senato [...] di cui era tutta propria la prerogativa della co-
niazione del bronzo, affermando che ...mai il dispotismo cesariano violò siffatta
prerogativa: il postulato comportava, come diretta conseguenza, che la parte
più significativa delle tipologie alto-imperiali fossero state impresse dalla zecca
di Roma, compresa la imP∙veS apposta in maniera del tutto straordinaria sulle
passate emissioni in argento, nel periodo immediatamente successivo la presa
di potere da parte di Vespasiano. L’assunto sostenuto da Pansa, che informa e
orienta l’intera discussione, non teneva conto della lenta ma progressiva evolu-
zione che l’autorità senatoriale aveva subìto rispetto al controllo delle emissioni
in bronzo: la prerogativa, riconosciuta nella pienezza da Augusto, nel corso dei
decenni si era progressivamente ridotta a un controllo di natura più formale che
effettiva, comunque esercitata solo all’interno dell’ambito giurisdizionale del
pomerium. Al riguardo la recente indagine numismatica ha focalizzato la cre-
scente importanza, non solo numerica, sia delle coniazioni di moneta bronzea
esterne al pomerium, iniziate con il regno di Caligola, quindi regolarizzate da
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Claudio e continuate nella zecca di Lugdunum e di Perinthus da Nerone,
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quanto delle emissioni monetali prodotte a opera dell’amministrazione legiona-
ria nelle diverse aree del limes reno-danubiano, sebbene in quantitativi meno
ingenti. Infine riguardo la questione dei centri appositivi delle contromarche,
gli studiosi sono in sostanza concordi nel ritenere che la parte più significativa
delle tipologie di periodo alto-imperiale sia da riferire direttamente all’attività
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delle autorità militari operanti nei territori del limes reno-danubiano, sempre
più svincolate dal formale controllo senatoriale riguardante la gestione della
moneta bronzea nel suo complesso.
11 BorGheSi 1876, p. 215.
12 BeSomBeS, Barrandon 2000, passim (Claudius); BeSomBeS 2005, pp. 23-27 (Caligula) e pp. 27-34 (Claudius).
13 RIC I , pp. 142-144.
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14 RPC I, nn. 1758-1762, le serie sono rappresentate dalla coniazione di sesterzi, dupondi e assi a leggenda
latina, con raffigurazioni mutuate dalle emissioni della zecca di Roma.
Le strette relazioni delle principali contromarche sulle emissioni bronzee con l’ambiente legionario sono
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state esplicitate per la prima volta da Grünwald 1946 (p. 151) che asseriva anche la finalità non economica
delle tipologie; in seguito gli studiosi hanno progressivamente aderito alle ipotesi espresse dall’Autore,
sebbene con distinguo e precisazioni, spesso riferite al possibile valore economico delle contromarche.
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