Page 204 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Rodolfo Martini







                                 Il fulcro principale del dibattito riguardante le contromarche romane resta-
                            va quindi nell’ambito degli studi francofoni, fenomeno confermato dai nume-
                            rosi interventi di R. Mowat, sia precedenti che successivi la stesura del testo
                            di Pansa: dapprima la rassegna delle principali forme di damnatio memoriae
                            testimoniate per le monete romane imperiali alle quali sono state assimilate
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                            alcune contromarche (1901), con ipotesi riprese e citate da Pansa  per il com-
                            mento relativo alla cronologia e all’ambito appositivo della  SPqr (cfr. infra);
                            quindi le considerazioni riguardanti alcuni diffusi contrassegni, in particolare
                            la nCaPr, e le più importanti tipologie probatorie di Germania Inferior, i.e. Bon,
                            Pro, ProB, tia/ (1903); in seguito la presentazione della progettata compilazio-
                            ne del catalogo generale delle contromarche greche e romane (1906), opera
                            rimasta compiuta solo per la prima parte relativa alle monete in argento; infine
                            l’intervento di natura generale che illustrava, con l’ausilio di alcuni esempi, il
                            possibile impiego dei contrassegni quale elemento datante le emissioni mo-
                            netali (1907).


                            “Nuovo contributo alla teorica delle contromarche monetarie presso i Romani”
                                 L’intervento di Pansa si inserisce nelle battute finali della serie di studi scien-
                            tifici, iniziato circa un quarantennio prima, che aveva riguardato diversi aspetti
                            relativi alle monete contromarcate, interventi che potremmo definire “seniori”,
                            prima dell’avvio delle moderne indagini, iniziate nel 1923 con la contempo-
                            ranea pubblicazione dei primi volumi del  Coins of the Roman Empire in the
                                                                                  10
                            British Museum e del Roman Imperial Coinage . Pansa affronta il tema delle
                            contromarche romane imperiali nel suo complesso, pur concentrando l’atten-
                            zione sull’enigmatica nCaPr, strutturando l’intervento sui recenti sviluppi critici
                            che prevedevano, da un lato, scambi di opinione, sia di natura bibliografica
                            che personale, condivisi con un’ampia platea di studiosi, e, dall’altro, l’impiego
                            sempre più rilevante di esemplari presenti in collezioni private. Nello specifico,
                            oltre a citare per la discussione diverse monete di proprietà privata, comprese
                            alcune facenti parte della propria raccolta, al termine dell’articolo propone l’e-
                            lenco, brevemente commentato, delle contromarche imperiali romane all’epoca
                            parte della collezione numismatica di Francesco Gnecchi di Milano, raccolta poi
                            pervenuta nella quasi totalità al Medagliere del Museo Nazionale Romano, dove
                            è ancor oggi conservata, i cui esemplari sono stati utilizzati dall’Autore a guisa
                            di esempi per la stesura del testo.
                                 L’articolo di Pansa si compone di quattro parti distinte: la prima si esaurisce
                            con la sintetica rassegna critica dei principali riferimenti bibliografici; la seconda



                            9   PanSa 1906, p. 409 nota 1, in riferimento alle affermazioni di Mowat (1901, p. 449) relative sia alla breve
                            durata della produzione, indicata nei cinque giorni di interregno successivo alla morte di Nerone, quanto
                            all’attribuzione al Senato dell’attività applicativa.
                            10   Rispettivamente MattinGly 1923 e MattinGly, Sydenham 1923.

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