Page 202 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Rodolfo Martini
lessicali, sebbene la bibliografia seniore non fosse mai giunta a formulare analisi
organiche del fenomeno della contromarcatura; al riguardo l’opera meglio docu-
mentata restava il breve articolo di N. Mahudel (1743), che l’Autore aveva concluso
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con l’elenco delle contromarche ritenute maggiormente significative , in maniera
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analoga a quanto in precedenza era stato proposto da G. van Loon (1732), che
aveva inserito nella propria opera, senza fornire alcun compiuto commento, il di-
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segno di quattordici esemplari, con tutta probabilità rinvenuti in ambito olandese ,
con contromarche molto diffuse, caratterizzanti la produzione e la distribuzione
primaria dell’area settentrionale del limes gallo-renano, con particolare riferimento
ai territori della Belgica e dell’Inferior; la presenza minoritaria di alcune tipologie
applicate nella Superior testimonia della circolazione delle monete contromarcate
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in ambito legionario .
L’incremento della collazione materiale con i rinvenimenti di Rennes e Saint-
Léonard, siti che apportarono alla conoscenza centinaia di esemplari e anche un
discreto numero di nuove tipologie, fu in grado di consentire indagini più detta-
gliate e meglio documentate del fenomeno della contromarcatura, in particolare
per le tipologie di applicazione e/o distribuzione gallica: dobbiamo alle ricerche di
F. de Saulcy l’avvio delle indagini “moderne” e la parte più cospicua della produzio-
1 In questa sede saranno impiegati i termini di “contrassegno/atura” e di “contromarca/atura”, frequentemente
ritenuti analoghi se non proprio sinonimi, con significato disgiunto: il primo, inteso in accezione concettua-
le, ovvero sia di azione atta a distinguere, o caratterizzare, degli oggetti in senso generale e ampio, riferita
all’intervento nel suo complesso, dalla progettazione alla funzione finale; il secondo, in significato strutturale,
volto ad identificare l’operazione per marcare, o segnare, un oggetto, correlata alla sequenza dei processi
fisici necessari allo svolgimento delle fasi realizzative e, quindi, della distribuzione della specifica tipologia. I
due termini sono quindi posti in sequenza relativa di “importanza”: la finalità funzionale del/la “contrassegno/
atura”, progettato/a in risposta a necessità di natura politica, propagandistica o economica, veniva esplicitata,
o forse meglio comunicata, mediante l’apposizione e la distribuzione fisica della “contromarca/atura”, diretta
espressione lessicale e/o figurata della specifica volontà posta in essere dall’amministrazione imperiale.
Le singole illustrazioni fotografiche delle monete sono corredate dalla restituzione grafica della contromarca
impressa sull’esemplare; la realizzazione dei disegni ha cercato di ottemperare allo stesso momento a diversi
criteri: (a) rendere in forma tipografica l’aspetto della specifica contromarca presente sugli esemplari della
collezione Gnecchi nel modo più fedele possibile; (b) al contempo mantenere l’aderenza all’immagine
“generale” della tipologia come desunta dalla raccolta del materiale altrimenti noto, anche al fine del migliore
inquadramento critico dell’esemplare (ad esempio n. 17), oppure per la visualizzazione di particolari forme
grafiche (ad esempio n. 14), ovvero per illustrare specifiche modalità di composizione delle lettere (ad esempio
n. 53); (c) infine in alcuni casi sono state integrate lacune dovute a difetti di impressione e/o conservativi (ad
esempio n.70). Per quanto possibile, in ragione dello stato della conservazione e delle conseguenti maggiori
o minori difficoltà nel determinare l’esatta sagoma del conio e delle lettere, la restituzione grafica è stata
proposta in scala aderente alla contromarca presente sullo specifico esemplare, mentre la relazione assoluta
tra la dimensione delle diverse tipologie delle contromarche presenti sugli esemplari della collezione Gnecchi
citate e illustrate deve essere considerata del tutto indicativa.
2 Mahudel 1743, pp. 141-146.
3 Loon 1732, p. 187: si tratta della restituzione grafica di dieci assi tresvirali di Augusto, del rovescio di un
dupondio di Gaio (Caligola) emesso a nome del Divo Augusto (RIC I , 56), in errore associato a un dritto
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pertinente le emissioni di Nemausus, e di tre assi di Nemausus (RIC I , 155).
4 Loon 1732, p. 187: le principali tipologie illustrate per l’Inferior sono la CaeSar, la tiB∙a/G, la tiBim (assi
tresvirali), la imP e la ruota (a 4 raggi) (assi di Nemausus); per la Superior, la imP∙a/G e la tiB (rotonda) (assi
tresvirali).
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