Page 189 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Roma, monete dal Tevere







            numismatici rappresentano però solo un lato della medaglia. L’altro lato è costituito dai
            contesti dai quali le monete provengono e, anche in questo caso, se ne possono distin-
            guere diversi con differenti qualità: tesoretti, rinvenimenti da catastrofi, ritrovamenti da
            insediamenti, santuari, contesti acquatici, necropoli ecc. A causa del loro elevato valore,
            le monete d’oro e d’argento sono presenti in misura molto più rilevante nei tesoretti e
            nei ritrovamenti da catastrofi che negli altri contesti di rinvenimento, nei quali prevalgo-
            no di norma le monete in bronzo.
                   Un complesso di monete provenienti da un insediamento militare romano di pri-
            ma età imperiale sul Reno, ad esempio, può essere esaminato tanto nella sua interezza,
            quanto differenziando i singoli contesti di rinvenimento. Quest’ultima opzione presup-
            pone però che gli scavi archeologici siano stati effettuati da squadre esperte nel rispetto
            degli standard vigenti. Le diverse scelte implicano ovviamente una differente quantità
            di monete disponibili per l’esame. Complessi monetali provenienti da scavi presentano
            perlopiù un numero ridotto di monete, che possono essere però determinanti per la
            datazione di una singola fase edilizia. Più è consistente un complesso monetale, mag-
            giore è la probabilità che esso rappresenti un sottoinsieme delle monete che erano
            disponibili in un certo luogo in un determinato periodo di tempo.
                   Alla luce di queste considerazioni risulta evidente come i reperti dal Tevere siano
            di particolare qualità. Sebbene si sappia soltanto approssimativamente dove furono rin-
            venuti nel corso dei lavori per la sistemazione del Tevere, essi costituiscono un grande
            complesso di monete che sono finite nel Tevere o sulle sue rive in un lungo arco di
            tempo e per i motivi più diversi. Se ci limitiamo al materiale inventariato Tevere I e
            Tevere II , possiamo rilevare come le 874 monete di Ottaviano-Augusto, le 1.272 di
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            Tiberio, le 548 di Caligola, le 951 di Claudio e le 364 di Nerone rappresentino complessi
            monetali di una ampiezza assai significativa. Essi provengono per di più da Roma, il
            centro dell’Impero romano, dove aveva sede la zecca più importante per la monetazio-
            ne del periodo in questione.
                   Di conseguenza ci si potrà chiedere, ad esempio, come le emissioni in
            rame e oricalco dei magistrati monetari di Augusto si ripartiscano, nel loro volume
            quantitativo, tra i diversi collegi. Le emissioni dei magistrati monetari rappresen-
            tano “fossili guida” nella composizione dei complessi monetali in bronzo dai più
            antichi impianti militari sul Reno. Confrontiamo dunque i valori numerici delle
            emissioni dei magistrati monetari dal Tevere inventariate da Cesano con quelli
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            della fortezza legionaria di Vindonissa . Per la classificazione e la datazione dei
            collegi dei magistrati monetari adotto, per esigenze di semplicità, il nuovo schema
            di Alexa Küter , pur avendo su alcuni punti delle riserve che tuttavia in questo
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            contesto sono trascurabili.




            41    von kaenel 1984, p. 93.
            42    kraay 1962.
            43    küter 2014, pp. 20-28.


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