Page 184 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
P. 184
Hans-Markus von Kaenel
condarie ci sono invece le modifiche avvenute dopo il conio, come punzonature,
l’apposizione di contromarche, nonché l’usura come conseguenza dell’intensità
e/o della durata della circolazione e lo stato di conservazione. Tenere conto anche
di queste informazioni nell’analisi dei reperti monetali è una premessa necessaria
per poter affrontare numerose questioni. Per fare un esempio, per la valutazione
dei due noti tipi monetali in bronzo di Ottaviano coniati nei primi anni trenta del
29
I secolo a.C. (Divos Iulius) è importante considerare le caratteristiche primarie
e secondarie delle singole monete. La gran parte delle 69 monete dal Tevere in-
ventariate da Cesano (Figg. 4-6) è costituita da esemplari decisamente imperfetti
per fattura, peso e stile e definibili come imitazioni. Se si opera un confronto con
la composizione del gruppo di 15 bronzi Divos Iulius nella collezione del Museo
30
Archeologico Regionale Antonio Salinas di Palermo si registra una notevole
differenza rispetto a quella dei rinvenimenti urbani dal Tevere: tra gli esemplari
conservati a Palermo, le imitazioni sono infatti decisamente minoritarie. La discus-
sione sulla cronologia e il luogo (o i luoghi) di emissione e sulle aree di circola-
zione delle monete emesse regolarmente e delle imitazioni dei due tipi monetali
è ancora aperta. Alcuni contesti di rinvenimento documentano che le imitazioni
erano ancora in circolazione nella prima età imperiale. Un esempio è costituito
da 221 monete venute alla luce nel corso degli scavi di Campo della Fiera presso
31
Orvieto in un “Opferstock” (thesaurus) . Il complesso monetale si compone di
185 assi repubblicani, 2 denari e 1 quinario, 18 monete di bronzo molto usurate,
tutte classificabili come imitazioni del tipo Divos Iulius RRC 535/1 qui in esame,
e infine 15 assi augustei con i nomi dei magistrati monetari. Un altro esempio
è rappresentato da un piccolo complesso di 11 monete di bronzo rinvenuto nel
1931 durante gli scavi nell’area sacra di Largo Argentina sul fondo di un pozzetto
32
cultuale di fronte al Tempio B . Era composto da 7 monete di bronzo repubblica-
ne, 1 asse di Tiberio e 1 o presumibilmente 2 ulteriori bronzi del tipo Divos Iulius
RRC 535/1, ma questi ultimi non risultano più identificabili.
Come dobbiamo interpretare questi ritrovamenti? Cosa c’è dietro? Biso-
gna distinguere tra una circolazione primaria di bronzi di Ottaviano originali
e una circolazione secondaria contraddistinta da imitazioni dei due tipi della
più diversa fattura? Lo studio di Rodolfo Martini sulle emissioni dei tipi Divos
33
Iulius non aiuta a rispondere a queste domande: sebbene presenti una pano-
ramica sulla gamma delle variazioni dei due tipi monetali RRC 535/1 e 2 in fat-
tura e stile, tuttavia il luogo di ritrovamento della maggior parte delle monete
29 RRC 535/1, RPC I, p. 161 n. 620: D/ CaeSar divi f, testa di Ottaviano a d.; R/ divoS ivlivS, testa di Cesare a d. –
RRC 535/2; RPC I, p. 161 n. 621: D/ CaeSar divi f, stella, testa di Ottaviano a d.; R/ divoS ivlivS con corona di alloro.
30 maCaluSo 1994, pp. 246-248.
31 ranuCCi 2009.
32 BarBato, valCi 2018, pp. 43-44, 54-56; BarBato 2015.
33 martini 1988.
169
168 169

