Page 188 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Hans-Markus von Kaenel
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come per esempio Alesia , l’area di Kalkriese o anche quelli relativi a determi-
nati impianti militari in Gallia o nell’area del Reno. La composizione dell’insieme
di monete circolanti non era affatto uniforme, ma si differenziava da regione a
regione, e le diverse peculiarità possono essere descritte in modo adeguato solo
se è possibile argomentare anche con riferimento alle caratteristiche individuali
delle monete.
Si potrebbe obiettare che nella ricerca numismatica, in considerazione dell’e-
norme quantità di monete conservate, il singolo esemplare abbia un’importanza
relativa, e che – se si pensa al processo di produzione delle monete antiche – sia
piuttosto il conio usato per battere una moneta a rappresentare il criterio fonda-
mentale per la ricostruzione di una emissione monetale. Fu nientemeno che Theodor
Mommsen (1817-1903) – prendendo spunto dallo studio di Friedrich Imhoof-Blumer
(1837-1920) sulle monete dell’Acarnania , in cui l’autore argomentava sulla base
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delle identità dei conii – a formulare il postulato che il fondamento “oggettivo” di
una edizione di monete non è la singola moneta, bensì il conio usato per batter-
la , e che occorre ricostruire i conii sulla base degli esemplari conservati. La storia
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del Corpus nummorum dell’Accademia Reale Prussiana delle Scienze di Berlino,
inaugurato da Mommsen nel 1888, è anche la storia del fallimento di questa idea,
dovuto al fatto che l’enorme sforzo che era necessario per realizzarla non era so-
stenibile né sul piano del personale né su quello economico. Oggetto del Corpus
nummorum non erano le emissioni di età romana repubblicana e imperiale, bensì
quelle delle comunità e dei sovrani dell’antichità greca. La realizzazione di cataloghi
dei conii delle emissioni in bronzo degli imperatori romani non figura oggi tra le
priorità della ricerca numismatica. Se vogliamo tuttavia ricostruire un quadro fon-
dato della specificità delle singole emissioni, non ci sono strade alternative a quella
di realizzare una base visiva – la più ampia possibile – del materiale conservato. I
reperti dal Tevere offrono un buon presupposto in tal senso.
Quantità e qualità dei rinvenimenti monetali
I rinvenimenti monetali emergono in enormi quantità; nessun’altra categoria di
reperti antichi, ad eccezione della ceramica, raggiunge un volume quantitativo compa-
rabile. Tale situazione determina le note difficoltà organizzative nell’esame dell’immen-
so materiale; ricavarne della conoscenza è del resto l’obiettivo di molti progetti di ricer-
ca in diversi Paesi. A tal proposito occorre distinguere tra la presentazione del materiale
e l’analisi interpretativa. Quanto più sono precise l’identificazione e la caratterizzazione
individuale delle monete, tanto maggiore potrà essere la portata informativa. I criteri
37 fiSCher, Gruel 2001; PoPovitCh 2001.
38 BerGer 1996, e diverse integrazioni successive.
39 imhoof-Blumer 1878.
40 von kaenel 2017, pp. 361-372; idem 2004.
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