Page 190 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Hans-Markus von Kaenel
Emissioni dei magistrati
monetari di Augusto Roma - Tevere Vindonissa
23-20 a.C.: sesterzi, dupondi, assi
Gallus-Celer-Lupercus 160 70 + 4 dimezzate + 1 frazione (1/4)
Piso-Surdinus-Rufus 223 93 + 4 dimezzate
Lamia-Censorinus-Sulpicianus 18 8
17 a.C.: sesterzi, dupondi
Saquinius-Stolo-Graccus 26 5
13-10 a.C.: quadranti
Pulcher-Taurus-Regulus - 1
Lamia-Silius-Annius 34 5
Apronius-Sulpicius-Messalla-Sisenna 24 11
Bassus-Capella-Blandus-Catullus 24 6
7-6 a.C.: assi
Agrippa-Tullus-Otho 183 340 + 17 dimezzate
Silianus-Quinctilianus-Messalla 26 62 + 3 dimezzate
Totale 718 630 (601 + 28 dimezzate + 1 ¼)
I due complessi monetali hanno una consistenza quantitativa simile: da una
parte abbiamo 718 monete in bronzo dal Tevere, dall’altra 630 esemplari da Vin-
donissa. Se concentriamo per prima cosa l’attenzione sulla ripartizione interna per
singoli collegi di magistrati monetari, possiamo notare una conformità abbastanza
evidente nella frequenza relativa con cui questi sono attestati: tra i reperti dal Tevere
i primi due collegi Gallus-Celer-Lupercus (160) e Piso-Surdinus-Rufus (223) sono
rappresentati complessivamente da 383 monete, mentre i valori corrispondenti per
Vindonissa ammontano a 75 e 97 = 172 monete. Convertendo tali dati in rapporti tra
Tevere e Vindonissa, otteniamo per il primo collegio 2,1:1 e per il secondo 2,2:1; c’è
dunque una significativa convergenza. Del collegio Lamia-Censorinus-Sulpicianus
sono presenti in entrambi i casi solo poche monete (18:8). Anche i sesterzi e i du-
pondi del collegio Saquinius-Stolo-Graccus mostrano numeri bassi ben comparabili
(26:5). Le più tarde emissioni – comprendenti esclusivamente assi – dei due collegi
Agrippa-Tullus-Otho e Silanus-Quinctilianus-Messalla sono anch’esse equiparabili
nell’ordine di grandezza, con una netta prevalenza numerica delle emissioni del
collegio Agrippa-Tullus-Otho rispetto a quelle del collegio Silanus-Quinctilianus-
Messalla (183:26 = 7:1 e 357:65 = 5,5:1). In termini assoluti, il numero di quadranti
è più alto nei reperti dal Tevere, ma nell’ordine di grandezza non si discosta dai
dati di Vindonissa. I ritrovamenti dal Tevere e da Vindonissa rappresentano dunque
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