Page 157 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Sesto Pompeo tra Giano e Nettuno







            te con iridi lievemente accennate, bocca piccola, incorniciata dai baffi che si fondono
            nella lunga barba. Se si osserva la costruzione del volto e del profilo e l’attacco delle
            spalle risulta evidente la comunanza di modi più coi ritratti di Sesto, che del padre.
                 Al rovescio una costruzione complessa, che riesce a mantenere un certo ar-
            monioso decorativismo, rende un trofeo, che si riallaccia ai trofei d’armi e ai
            simboli collegabili al dominio “terra marique” delle serie pompeiane e cesariane.
                 I due tipi, al dritto e al rovescio, possono celebrare la vittoria che, secondo Dio-
            ne Cassio (48, 47-48), nell’autunno del 38 a.C. Pompeo ottiene nelle acque del pro-
            montorio Scilleo, grazie ad Apollofane – suo luogotenente – che sconfigge le flotte
            di Ottaviano e di Calvisio Sabino, già danneggiate da una tempesta e che verranno
            ulteriormente affondate il giorno successivo. La vittoria è quindi riconosciuta sia per
            l’abilità nella battaglia, che per la possibilità di scampo offerta dal porto messinese
            e dal miracoloso intervento di Nettuno con la tempesta. La produzione della serie
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            può essere stabilita con Woytek  a partire dalla fine del 38 a.C.
            La serie RRC 511/4
            D/ maG(nus) PivS • imP(erator) iter(um), Faro circolare con un tetto tondeggiante,
            con travi segnate, due ampie finestre e un marcapiano, su podio di tre livelli. Al
            di sopra vi è una statua colossale stante di profilo, rivolta a destra, con elmo con

            alto cimiero e con ampio bordo, che sostiene un timone con la mano s., e con la
            destra un lungo tridente, con rebbi a base tonda. Dall’ingrandimento del denario
            n. 7 il volto sembra ornato di barba. Appoggia il piede sinistro, avanzato, su una
            prua. Sotto la costruzione una nave con prua a s., priva di rostro a triple lame ha
            un’aquila legionaria issata sul castello (e albero?) di prua. Ha la murata in parte
            coperta dai lunghi remi e tra essi e la poppa è evidente il timone laterale con la
            barra a uncino; a poppa è il vessillo della legione, un tridente a base squadrata e
            un aphlaston.
            R/ Praef(ectus)  ClaS(sis) -  et  o-rae  marit(imae)  ex  S(enatus)  C(onsulto) , Scilla di
                                                                                          59
            scorcio: ha corpo e testa femminei, le braccia sollevate e le mani che, dietro il capo,
            sostengono un timone. Dal bacino escono tre avancorpi canini, con zampe protese
            e musi ringhianti, e due code serpentiformi desinenti in ampie pinne delfinoidi.
            Bibliografia della serie: BMCRR II, nn. 18 ss. (38-36 a.C.); Sydenham 1952, n. 1348 (zecca
            siceliota; 38-36 a.C.); RRC 511/4 (zecca siceliota; 42-40 a.C.); woytek 2003, p. 442 (42-40
            a.C.).
            7.   Denario   AR   g 3,89   mm 20,58   180°   inv. 85228
            D/ maG(nus) PivS • imP(erator) [iter(um)]; il tipo eccezionalmente ben centrato nel campo ren-
            de uno scafo accuratamente delineato, nella statua è chiaramente leggibile il tridente con rebbi
            a base arrotondata, elmo a falda larga e, forse, volto con barba.
            R/ Praef(ectus) ClaS(sis) et o [rae marit(imae) ex S(enatus) C(onsulto)]; il tondello ha bordo con
            piccole incisioni forse dovute a riconiazione di un denario serrato; la leggenda a destra è par-
            zialmente fuori conio sia al D/ che al R/.
            Bibliografia: la roCCa 1987-1988, p. 268 fig. 5.



            58    woytek 2003, pp. 442, 497, 559 (geprägt 37/36 v. Chr. auf Sizilien).
                Anche per questa serie sono noti alcuni casi RRC 511/4d in cui l’iscrizione è invertita orae marit (imae) et
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            ClaS(sis) S(enatus) C(onsulto).

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