Page 197 - Bollettino di Numismatica n. 61-62 2024 Nuova Serie
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I primi 100 anni del fiorino d’oro di Firenze (1252-1351) Parte II
Figura 31 – Libro della Zecca, particolare della registrazione del 3 ottobre 1332 relativa
all’intagliatore dei conii Benincasa di Lapo (ASFi, Ufficiali della Moneta, 79, c. 20r.) 414
I fiorini d’oro di questo semestre e dei precedenti che è stato possibile esaminare mostrano uno stile
poco curato, ma non si sono rilevati difetti così evidenti da giustificare tale provvedimento . In ogni caso
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Benincasa di Lapo fu ben presto sostituito se già dal semestre successivo compare nel Libro della Zecca il solo
nome di Dato di Giunta come intagliatore dei conii, la cui mano appare riconoscibile nello stile delle monete.
Fiorini emessi dal 1332/II al 1348/I
La produzione di fiorini di questo periodo mostra alcune novità rispetto al periodo precedente .
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Al dritto i pendenti del giglio sono meno aperti, tornando a una posizione quasi verticale. Al rovescio la
figura del Santo presenta il bottone del mantello vuoto come nelle emissioni precedenti, ma il globetto
dell’asta è ora sempre pieno. Il mantello diventa più stretto e la base, pur continuando a essere priva di
frange, ha una forma più arcuata. Lo stile appare in generale più curato.
Questi cambiamenti sono riconducibili al lavoro di un nuovo incisore, Dato di Giunta, che iniziò la
sua attività già nel semestre precedente affiancando l’ormai anziano Benincasa di Lapo. Le registrazioni
del Libro della Zecca hanno lasciato testimonianza dei nomi degli intagliatori della Zecca per i semestri
1332/II (Dato di Giunta), 1344/I e 1348/I (Dato di Giunta e Francesco di Giovanni) . Sulla base di que-
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ste informazioni appare probabile che Dato di Giunta abbia ricoperto l’incarico per l’intero periodo dal
1332/II al 1348/I, affiancato in un certo momento da un secondo intagliatore, Francesco di Giovanni.
Fiorini emessi dal 1348/II
A partire dal 1348/II assumono l’incarico di nuovi intagliatori dei conii Sandro di Mercatante e
Giovanni di Lapuccio. La nuova mano degli incisori è evidente nello stile dei fiorini coniati in questo
periodo. Al dritto, il giglio presenta pendenti meno aperti; al rovescio, la figura del Santo appare meno
slanciata con il mantello che tende a divenire più stretto e la base che torna a essere frangiata in basso. Il
bottone del mantello è vuoto, mentre il globetto dell’asta è pieno. L’avambraccio è di minori dimensioni e
414 Su gentile concessione del Ministero della Cultura / Archivio di Stato di Firenze, con divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con
qualsiasi mezzo.
415 Bernocchi cita l’esistenza di un fiorino d’oro realizzato da questo incisore con il Santo addirittura privo dell’asta, all’epoca facente parte della
sua collezione (Bernocchi III, p. 26 nota 2); da un recente riscontro degli esemplari della collezione non risulta invece presente l’esemplare
citato con tale caratteristica.
416 Si veda in merito Bernocchi III, tav. IX.
417 Sull’incarico degli intagliatori dei conii e la sua durata, si veda Bernocchi III, p. 8.
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