Page 194 - Bollettino di Numismatica n. 61-62 2024 Nuova Serie
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Massimo De Benetti
Fiorini emessi dal 1311/I al 1315/I
I fiorini coniati dal maggio 1311 all’ottobre 1315 presentano alcune caratteristiche distintive rispetto
alle emissioni precedenti. Come notato da Bernocchi, il bottone che chiude il mantello inizia a essere
scavato anziché pieno e lo stile appare più grossolano . In aggiunta a queste caratteristiche è possibile
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osservare che anche il globetto dell’asta è spesso scavato al centro, allo stesso modo del bottone del man-
tello. Questi elementi contraddistinguono la maggior parte degli esemplari coniati; tuttavia si riscontra-
no anche alcuni esemplari in cui sono meno evidenti, con il bottone o il globetto che continuano a essere
pieni. In merito all’esecuzione della figura del Santo, si nota anche una minor precisione nella resa delle
frange del mantello rispetto alle emissioni precedenti, che tendono a essere irregolari. Il nimbo, inoltre, è
spesso rigato anziché composto da perline. L’analisi dei fiorini d’oro di questo periodo permette anche di
verificare l’utilizzo di un nuovo punzone per l’incisione del piede del Santo, nel quale adesso si possono
distinguere chiaramente tutte le dita.
Per quanto riguarda la leggenda si nota che le grazie della S tornano a essere normali. Un’ulteriore
novità è rappresentata dall’utilizzo di un globetto a fine leggenda del rovescio che in precedenza era
apparso solo nelle emissioni del 1309/I e 1310/II. Questo globetto è situato tra la leggenda e il segno del
Maestro di Zecca e si riscontra nei fiorini coniati nel 1311/II, 1312/II, 1313/I e 1313/II (Fig. 28) . Dal
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1315 si ha un ritorno a una leggenda priva di tale aggiunta.
1311/II - Porta 1312/I - Chiavistello 1313/I- Caldaia 1313/II - Staffa
Figura 28 – Particolare del rovescio del fiorino d’oro con il punto a fine leggenda
che contraddistingue alcune emissioni del periodo 1311/I - 1315/I
Per quanto riguarda il dritto non si notano variazioni di rilievo, anche se è possibile osservare che il
trattino che compare nella parte superiore dei pendenti raggiunge adesso i petali.
L’analisi delle caratteristiche stilistiche degli esemplari coniati tra il 1311 e il 1315 rende possibile
proporre una nuova datazione per un’emissione di fiorini d’oro fino ad oggi datata al periodo 1252-1303
e contraddistinta dal segno “grillo” . I fiorini con questo segno presentano caratteristiche incompatibili
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con le emissioni di tale periodo, come ad esempio il bottone al centro del mantello e il globetto dell’asta
scavati al centro e i pendenti del giglio aperti e con il piccolo tratto verticale che tocca i petali (Fig. 29);
elementi stilistici, cioè, che appaiono sui fiorini coniati dopo il 1310. Poiché il Libro della Zecca inizia a
registrare i nomi dei maestri di zecca in carica a partire dal 1303/II, insieme ai rispettivi segni, gli studiosi
hanno fino a oggi considerato i segni di maestri di zecca sconosciuti contenuti nell’elenco che precede le
registrazioni come segni relativi al periodo precedente, cioè ai semestri compresi tra il 1252 e il 1303/I.
In realtà il Libro della Zecca non fornisce alcuna datazione per questi segni, limitandosi a indicare che
si tratta di segni per i quali non fu possibile incontrare alcuna memoria nella documentazione della
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Zecca . Questa annotazione si data al 1317, cioè al termine del mandato dei maestri di zecca Gherardo
404 Bernocchi III, tav. VI.
405 Occorre tener conto che non si conoscono i fiorini coniati nel 1312/I.
406 CNF, tav. III, 17 (grillo, 1252-1303).
407 Infrascripti sunt singna fatta in florenis auri coniatis per populum et comune Florentie, de quibus et tempore quorum dominorum et offi-
cialium et sententiatorum et aliorum officialium ditte monete auri non reperiuntur memoria seu libri per dominus et officiales monete preditte
supradittos ... (Bernocchi I, p. 2).
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