Page 195 - Bollettino di Numismatica n. 61-62 2024 Nuova Serie
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I primi 100 anni del fiorino d’oro di Firenze (1252-1351)                           Parte II



                         Gentili e Giovanni Villani (1316/II), quando il notaio Salvi Dini fu incaricato di iniziare la compilazione
                         del Libro della Zecca. È quindi probabile che l’elenco contenga anche la descrizione di segni che si datano
                         tra il 1303/II e il 1316 .
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                             Figura 29 – Emissione con segno “grillo” databile al periodo 1311/I - 1315/I sulla base delle caratteristiche stilistiche
                                                    (da notare il globetto dell’asta, scavato al centro) 409





                         Fiorini emessi dal 1315/II al 1325/II
                             I cambiamenti di stile si sviluppano nel corso degli anni e solo in pochi casi si nota un cambiamento
                         ben preciso, che spesso può essere attribuito alla sostituzione dell’incisore dei conii. Per questi anni man-
                         cano nel Libro della Zecca indicazioni sui nomi degli incisori, ma in generale i cambiamenti osservati
                         non sono particolarmente netti rispetto al periodo precedente e seguono una progressiva evoluzione,
                         diventando più marcati a partire dagli anni ‘20 .
                                                                  410
                             Nelle emissioni di questo periodo la raffigurazione del giglio rimane praticamente invariata rispetto
                         agli anni precedenti, anche se i pendenti tendono a essere ancora più aperti, soprattutto dopo il 1320 . Al
                                                                                                               411
                         rovescio il cambiamento più evidente è dato dalla parte inferiore del mantello del Santo, con il bordo che
                         tende a pareggiarsi e che presenta frange irregolari. Il bottone del mantello e il globetto dell’asta continuano
                         a essere vuoti al centro, pur se con qualche eccezione. Nel volto del Santo si nota un cambiamento nella
                         realizzazione degli occhi, che continuano a essere resi con due piccoli globetti fino al 1320 e che a partire
                         dalle emissioni successive vengono sostituiti da due piccoli incavi (Fig. 30). Si risolve così il problema este-
                         tico derivante da globetti (occhi) non ben allineati che si riscontra in alcuni conii utilizzati prima del 1320.
                             Per quanto riguarda la leggenda, si nota il ritorno a una lettera S priva della biforcazione delle grazie,
                         particolare che anche in questo caso diventa più evidente a partire dagli anni ‘20.










                         408   L’estensione della possibile cronologia di tali segni fino al 1316 è importante e di aiuto anche per comprendere la presenza di eventuali errori
                         nella compilazione del Libro della Zecca. Nella prima parte di questo lavoro è stato evidenziato come alcuni segni descritti e raffigurati in tale
                         elenco, e ancora oggi non conosciuti sui fiorini, possano essere duplicazioni di segni del periodo 1303/II-1316 determinate dall’utilizzo di fonti
                         diverse.
                         409   Pisa, Museo Nazionale di San Matteo - Collezione Franceschi; immagini pubblicate su gentile concessione del Ministero della Cultura, Dire-
                         zione Regionale Musei della Toscana, con divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo.
                         410   Anche se il 1320 sembra essere un anno a partire dal quale si notano alcuni cambiamenti di stile, si è preferito non suddividere ulteriormente
                         il periodo dal 1315/II al 1325/II.
                         411   Non si è invece riscontrata la caratteristica dei fiori più piccoli indicata nei precedenti studi. Si veda Bernocchi III, tav. VII.


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