Page 201 - Bollettino di Numismatica n. 61-62 2024 Nuova Serie
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I segni del periodo 1303/II - 1351/I
Classificazione e nuove identificazioni
Per il periodo compreso tra il 1303/II e il 1351/I si è proceduto a esaminare le monete descritte nei
principali repertori di classificazione, insieme a un numero consistente di altri esemplari conservati in
raccolte pubbliche e private e provenienti in parte anche da ripostigli. Si presenta di seguito la descrizio-
ne di quei segni per i quali è ora possibile proporre un aggiornamento della classificazione o una nuova
identificazione che integra o modifica quanto indicato in precedenti lavori. Di ogni segno è riportata
la corrispondente descrizione e raffigurazione contenuta nel Libro della Zecca e la fotografia del segno
presente sulle monete per un confronto immediato.
1303/II – Ampolla con beccuccio (de l’ampulla = ampulle cum bocchuccio)
Boninsegna di Angiolino Machiavelli e Neri di Datuccio
La prima registrazione del Libro della Zecca, con indicazione del semestre di emissione e completa
dei nomi dei maestri di zecca e di altre cariche, descrive il segno de l’ampulla, raffigurato a lato della foglia
d’oro che riproduce la moneta. Il segno è conosciuto sui fiorini d’oro, ma appare identico a quello illu-
strato nel Libro della Zecca per il 1307/I e descritto come guastada , rendendo di fatto difficile, fino ad
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oggi, assegnare all’uno o all’altro semestre i fiorini d’oro conosciuti con questo segno. L’esame dei fiorini
catalogati nei principali repertori con il segno “ampolla” del 1303/II e “guastada” del 1307/I ha evidenzia-
to la loro appartenenza a un’unica emissione, quella del 1307/I . Sono infatti chiaramente identificabili
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per una caratteristica che appare nella produzione di fiorini compresa tra il 1305/I e il 1310/II, quando il
piede del Santo fu realizzato con un punzone che metteva in evidenza l’alluce, di cui è possibile seguire il
deterioramento nel corso del tempo fino alla sua sostituzione .
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In effetti, l’utilizzo di due segni identici in semestri piuttosto vicini appare improbabile, considerato
che il segno assolveva la funzione di poter identificare il responsabile della coniazione. È possibile quindi
ipotizzare che il disegno del 1303/II sia stato realizzato basandosi sulla descrizione de l’ampulla contenu-
ta nei documenti disponibili ai compilatori del Libro della Zecca ma che non corrisponda esattamente
alla raffigurazione presente sui fiorini (così come evidenziato anche per numerosi altri segni del periodo
precedente).
Osservando l’elenco dei segni di maestri di zecca sconosciuti contenuto nel Libro della Zecca, com-
pilato nel 1317, si trova descritto nuovamente il segno di un’ampolla, che in questo caso si distingue per
la presenza di un beccuccio. Questo segno trova una precisa corrispondenza con quello visibile su una
419 Con il termine guastada si indicava un recipiente per liquidi, generalmente acqua o vino, in forma di caraffa con corpo largo e collo stretto,
talvolta con beccuccio e con manici, oppure d’altre forme in relazione all’uso cui era destinata.
420 Gli esemplari descritti con questo segno in CNI XII, p. 8 n. 24, tav. I, 11 (ampolla, 1303/I) e CNF, pp. 95-96 nn. 932-933, tav. XIII, 3 (ampolla,
1303/II) presentano in realtà il segno del 1307/I (guastada).
421 Si veda in merito la sezione dedicata all’evoluzione stilistica del fiorino d’oro. Di questo particolare si è data notizia anche nello studio del
ripostiglio di Willanzheim; Day, De Benetti 2018, pp. 117-119.
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